La curva fatale e i quattro metri di buio: la vita spezzata di Sarah e Alexandru

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è stato nessuno scontro in quel tratto della strada comunale 704, né un sorpasso azzardato o un pedone sbucato dal ciglio; da una prima verifica – che gli inquirenti stanno comunque vagliando con la massima cautela – sembra escludersi il coinvolgimento di altri veicoli. Eppure, per Sarah Ernani, 24 anni, e Alexandru Viorel Ichim, 25, il rientro a casa dopo una serata tra amici a Mulazzano si è trasformato in una tragedia silenziosa, consumata lontano da sguardi indiscreti in un fosso ai margini della pianura milanese. Era da poco passata la mezzanotte quando il loro scooter Kymco 125 ha smesso di essere un mezzo di trasporto per diventare una trappola mortale: uscito di strada in prossimità di una curva, il mezzo ha compiuto un volo di circa quattro metri prima di schiantarsi contro un muretto in cemento, un impatto che ai sanitari del 118, intervenuti solo diverse ore dopo il dramma, non ha lasciato alcuna possibilità di intervento.

L’ultimo fotogramma prima dell’incidente

La loro giornata era iniziata come tante altre, tra i progetti di convivenza in un appartamento a Tribiano e i sogni di un futuro che già avevano iniziato a costruire; lei, impiegata alla Saipem, e lui, originario della Romania ma con un passato a Mulazzano, lavorava invece nel settore della cybersecurity. A spezzare brutalmente quel percorso è stato un tratto di asfalto che i due conoscevano bene, quello che collega Tribiano a Mulazzano, ma che di sabato notte si trasforma in una lingua scura e insidiosa. Le telecamere comunali li hanno immortalati per l’ultima volta alle 23.37, mentre lasciavano la festa per dirigersi verso casa. Poi, il buio più totale, almeno finché due passanti, usciti per una sessione di jogging domenica mattina poco prima delle otto, non hanno scorto lo scooter riverso nel fossato e, poco distante, i loro corpi ancora protetti dal casco allacciato.

La dinamica e le verifiche dei carabinieri

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Melegnano e i carabinieri della compagnia di San Donato, che hanno avviato un’indagine serrata per ricostruire ogni istante di quella folle corsa. La strada, in quel punto, è sterrata e priva di illuminazione pubblica, un fattore che i rilievi potrebbero presto trasformare da mero dettaglio logistico a concausa determinante della perdita di controllo. Come spesso accade in questi casi, l’assenza di testimoni oculari costringe gli investigatori a basarsi su elementi materiali: la lunga strisciata lasciata sull’asfalto dallo scooter prima di saltare nel vuoto, il punto preciso d’impatto contro il muretto in mattoni e la posizione in cui i corpi sono stati rinvenuti. Non ci sono, al momento, elementi che facciano pensare a una manovra per evitare un ostacolo improvviso, così come si sta cercando di escludere con certezza la presenza di un fantomatico terzo veicolo che possa averli spinti fuori strada.

L’eco di una tragedia annunciata

Alexandru e Sarah non erano semplicemente due ragazzi che condividevano un quartiere, ma rappresentavano un piccolo crocevia di tre realtà - Tribiano, Mulazzano e Salerano sul Lambro - che ora piangono la loro scomparsa senza riuscire a darsi pace. Lui aveva ottenuto la cittadinanza italiana da poco più di un anno, un traguardo che il sindaco di Mulazzano aveva celebrato con orgoglio consegnandogli personalmente il documento; lei era descritta da chi la conosceva come una forza della natura, solare e avvezza a farsi volere bene. La loro assenza, oggi, pesa come un macigno su quelle strade di campagna che continuano a essere percorse ogni giorno da decine di altri ragazzi, ignari che il pericolo, a volte, si annida proprio lì dove la strada fa una piega improvvisa e la luce finisce.

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