Tribiano, la notte di coppia si trasforma in tragedia: scooter nel fosso, due giovani senza vita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È una domenica mattina qualunque, quella del 3 maggio, lungo la strada comunale 704 che collega Tribiano a Mulazzano, al confine con il lodigiano, quando un passante, forse un agricoltore o un semplice residente in cerca di tranquillità, si trova davanti a una scena che nessuno vorrebbe mai immaginare. In un fosso asciutto ma profondo – di quelli che costeggiano le carreggiate di campagna per raccogliere l’acqua piovana – riposano senza alcun movimento i corpi di Sara Ernani, 24 anni, e Alexandru Viorel Ichim, 25. L’incidente, che con tutta probabilità è avvenuto diverse ore prima, durante la notte tra sabato e domenica, ha cancellato in un istante la vita di due fidanzati che stavano semplicemente tornando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici.

Una dinamica ancora tutta da verificare, tra perdita di controllo e impatto violento

Secondo una prima, parziale ricostruzione dei soccorritori intervenuti sul posto – e non ancora validata da rilievi più approfonditi delle forze dell’ordine – la coppia viaggiava su uno scooter di piccola cilindrata, mezzo agile e comune per gli spostamenti notturni nella cintura sud di Milano. A un certo punto, lungo il rettilineo della 704, avrebbero perso il controllo del veicolo: il motivo potrebbe essere una distrazione, un animale attraversato improvvisamente la strada, un manto stradale reso insidioso dall’umidità notturna. Fatto sta che lo scooter è finito fuori carreggiata, terminando la sua corsa nel fossato. L’impatto successivo contro un palo di cemento – elemento che non lascia scampo – ha reso vano qualsiasi tentativo di reazione da parte dei due ragazzi.

Corpi ritrovati solo all’alba, nessun testimone nella notte

La loro agonia, se si può usare un termine tanto duro quanto inevitabile, è stata solitaria. Nessuno ha visto né sentito nulla. I due corpi sono rimasti intrappolati tra il fango del fosso e la struttura del mezzo per ore, senza che un solo automobilista o un abitante delle case sparse nei dintorni potesse lanciare l’allarme. Solo nella mattinata di domenica, ormai da tempo spente le luci dello scooter e con il silenzio tombale a fare da cornice a quei campi, qualcuno ha notato qualcosa di anomalo. Erano le otto circa quando i Carabinieri, giunti sul luogo della scoperta, hanno potuto constatare l’assenza totale di segni vitali. Sara, residente a Salerano sul Lambro, e Alexandru, che abitava a Tribiano, erano già morti da diverse ore.

Un incidente che riaccende i riflettori sulla sicurezza delle strade minori

Non ci sono stati testimoni diretti dello schianto, né al momento risultano telecamere di videosorveglianza puntate su quel tratto di campagna. Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti della coppia: da dove provenissero esattamente, se avessero consumato alcolici durante la serata, se la velocità fosse compatibile con i limiti di quel percorso secondario. Lo scooter è stato sequestrato per accertamenti tecnici, così come i telefoni cellulari dei due ragazzi – un passaggio quasi rituale in questi casi, utile a capire se ci fossero state distrazioni digitali. Dalla loro abitazioni, intanto, nessuno aveva denunciato la mancata rientranza. Perché nessuno poteva immaginare che un normale rientro a casa, di quelli fatti centinaia di volte, potesse trasformarsi in una tragedia silenziosa, in un fosso, lungo una strada senza nome dove la vita si è fermata per sempre.

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