Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud, il tetto in tela apre l’abitacolo all’estate
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Redazione Economia
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C’è un filo sottile, eppure robusto, che lega la mobilità elettrica di oggi a certe atmosfere spensierate degli anni Sessanta e Settanta; ed è proprio quel filo, forse più emotivo che tecnologico, a riaffiorare con la nuova versione della Renault 4 E-Tech Electric battezzata “Plein Sud”. La casa francese, lo si intuisce già dal nome, prova a trasferire sulla riproduzione contemporanea di un’auto culto – la storica R4 – quel desiderio di cielo aperto, di vento che entra libero nell’abitacolo, di una guida che non sia solo spostamento ma anche leggero piacere estivo. Il marchio, insomma, rilancia un’idea che aveva già sperimentato in passato, quella del tetto apribile in tela, adattandola però stavolta alle esigenze – e alle silenziose accelerazioni – di un powertrain a batteria. E lo fa in un momento, la primavera avanzata, in cui la stagione calda incombe e molti automobilisti ricominciano a sognare tragitti costieri senza il parabrezza chiuso a proteggerli dall’aria.
Un tetto che cancella le barre e integra l’antenna
A fare la differenza, in questa Plein Sud, è evidentemente il tetto apribile elettrico in tessuto, di colore nero, che diventa non solo un accessorio funzionale ma un vero e proprio elemento di design. La Renault, per ampliare al massimo la superficie di apertura, ha scelto di far sparire le barre portatutto che caratterizzavano altre versioni della 4 E-tech Electric; un azzeramento visivo che lascia spazio a una grande porzione di cielo, letteralmente, sopra le teste di chi guida e di chi siede accanto. L’antenna, invece, non è più posizionata sul padiglione come di consueto, ma è stata integrata nel lunotto posteriore: un dettaglio che potrebbe sembrare secondario, eppure rivela una certa attenzione alla pulizia delle linee. L’insieme restituisce un nuovo volto alla city car francese, meno urbano e più vacanziero, quasi再不 quella variante scanzonata e dal cuore tenero – viene da scrivere – che faceva innamorare gli appassionati più nostalgici della Renault 4 originale. Quella, per intenderci, che negli anni Settanta già proponeva un tettuccio in tela apribile, precursore involontario di questo ritorno contemporaneo.
Due allestimenti, un solo motore e una batteria da 52 kWh
Dal punto di vista tecnico, la Plein Sud non stravolge l’architettura della 4 E-Tech Electric standard, ma ne eredita il meglio – o quasi – del programma elettrico. Sotto al tunnel centrale e al pianale riveduto, troviamo la stessa batteria da 52 kWh che alimenta un motore da 150 cavalli; una configurazione che, va detto, non punta alla sportività fine a se stessa quanto a un equilibrio ragionevole tra autonomia e prestazioni quotidiane. Chi volesse ordinarla in Italia, può già farlo scegliendo tra due livelli di allestimento: il Techno, proposto a 36.790 euro, e il più ricco Iconic, che sale a 38.970 euro. Nessuna differenza meccanica tra i due, sia chiaro: cambiano le dotazioni di serie, le finiture interne, probabilmente qualche assistente alla guida e qualche piccolo vezzo tecnologico. Ma il cuore pulsante – quel tetto di tela che si apre con un comando elettrico – resta identico per entrambi.
“Plein Sud”: un nome che evoca Mediterraneo e Costa Azzurra
Il nome scelto da Renault, “Plein Sud”, non è certo casuale. Richiama direttamente gli scenari tipici del sud della Francia, tra la costa assolata, i paesaggi mediterranei e quelle strade secondarie che profumano di pini marittimi e sale. È una dichiarazione d’intenti più che una semplice etichetta di marketing: chi compra questa vettura, compra anche un’idea di viaggio, di libertà controllata, di finestrini abbassati e cielo sopra il cruscotto. Tolto il tetto in tessuto – anzi, “aperto” sarebbe più corretto – la macchina si trasforma in un oggetto ibrido, a metà tra una compatta elettrica e una spider timida, ma comoda. E proprio questa ambiguità, forse, ne costituisce il tratto più riuscito: non è una roadster estrema, ma non è neppure la solita crossover chiusa in se stessa. È, piuttosto, una macchina per chi ricorda o ha sentito raccontare lo spirito libero della vecchia R4, e oggi vuole riviverlo senza emissioni e con un’autonomia sufficiente a fuggire in campagna o verso il mare per un weekend.




