Greta Scarano e Nicolas Maupas aprono l'83esima Mostra del Cinema di Venezia tra riti, glamour e impegno politico
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non chiamatela madrina. Greta Scarano, attrice e regista romana di 40 anni, ha voluto mettere subito in chiaro il suo ruolo alla vigilia dell'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido fino al 12 settembre 2026.
La kermesse, che prende ufficialmente il via questa sera, mercoledì 2 settembre, con la cerimonia di apertura condotta dalla stessa Scarano insieme al collega Nicolas Maupas, segna un cambio di passo rispetto alla tradizione: non c'è più una madrina, ma una coppia di conduttori chiamati a presentare sia la serata inaugurale che quella di chiusura, in cui verranno consegnati i premi, tra cui l'ambito Leone d'oro al miglior film. La serata di apertura, che sarà trasmessa in diretta su Rai Movie e in streaming su RaiPlay a partire dalle 18.45, avrà come momento clou la consegna del Leone d'oro alla carriera a George Clooney, con la laudatio affidata all'attrice premio Oscar Laura Dern; sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema è inoltre attesa l'esibizione del cantautore e attore italiano Tutti Fenomeni.
Il rito del bagno e il ventaglio simbolo per la Palestina
Come da tradizione consolidata, l'avvio ufficiale della Mostra è stato anticipato ieri dal consueto bagno in Laguna, un rito mondano che vede i fotografi radunarsi sulla spiaggia antistante l'Hotel Excelsior per immortalare la madrina o, come in questo caso, la conduttrice. Greta Scarano si è presentata sul bagnasciuga a piedi nudi, indossando un look di Giorgio Armani dominato da un blu elettrico, ma a catalizzare immediatamente l'attenzione dei presenti e degli obiettivi è stato il maxi ventaglio a forma di fetta d'anguria che teneva tra le mani.
Un accessorio che, lontano dall'essere un semplice vezzo estivo, si è rivelato una precisa dichiarazione di intenti: l'anguria, nei suoi colori rosso, verde, bianco e nero, richiama infatti la bandiera della Palestina ed è ormai divenuta, soprattutto attraverso i social network, un simbolo globale di sostegno al popolo palestinese.
L'attrice, che ha chiesto ai fotografi di seguirla in acqua per la consueta serie di scatti, ha trasformato così il primo atto ufficiale della sua conduzione in un gesto carico di significato politico. Sotto lo sguardo del figlio Zeno, tenuto in braccio dal nonno tra la folla, Scarano ha voluto ribadire con forza la sua posizione, già nota ai più, sulla guerra in corso a Gaza.
La scelta del ventaglio non è stata, quindi, una sorpresa per chi segue le sue prese di posizione pubbliche, ma ha rappresentato un modo per portare un tema caldo e drammatico come quello del conflitto mediorientale anche sul red carpet di uno dei festival cinematografici più importanti del mondo.
Le parole di Scarano e l'impegno per i temi caldi
Già nei giorni precedenti l'inizio del Festival, Scarano aveva anticipato l'importanza di non rimanere in silenzio su temi che ritiene centrali, come il genocidio del popolo palestinese. L'attrice, che ha da poco esordito alla regia con il film "La vita da grandi", è tra i firmatari dell'appello Venice4Palestine, un'iniziativa che chiede, tra le altre cose, l'esposizione della bandiera palestinese durante la Mostra. In un incontro in streaming con i giornalisti, aveva dichiarato: "Come sapete bene, ho sempre preso posizione, non ho mai avuto paura di farlo pubblicamente.
Non è cambiato assolutamente nulla, neanche adesso che ricopro questo ruolo. Non credo che io debba essere più prudente o meno coerente rispetto a quelle che sono sempre state le mie posizioni su temi che nella mia vita sono centralissimi". Ha inoltre sottolineato la necessità che i festival cinematografici trovino uno spazio per affrontare la realtà, citando ad esempio la presenza in concorso di "Naza", unico documentario sul tema, e del film di Amos Gitai.
Una coppia di conduttori per un cinema che cambia
Al fianco di Scarano, a ricoprire l'altra metà del ruolo di conduzione, c'è Nicolas Maupas, attore diventato celebre per le serie "Mare fuori" e "Un professore" e considerato tra i volti più rappresentativi della nuova generazione del cinema italiano. La scelta di una coppia di conduttori, condivisa dall'attrice che ha definito il ruolo di madrina forse un po' invecchiato, segna una netta discontinuità con il passato e mira a creare un dialogo sul palco.
Maupas, che aspira a diventare anche regista, ha espresso l'emozione per questa opportunità, dichiarando: "Spero di essere un rappresentante degno della mia generazione che è estremamente interessante e ama il cinema". I due conduttori, che hanno preparato il loro intervento in Sala Grande attraverso telefonate e videocollegamenti, promettono leggerezza ma anche profondità per una cerimonia di apertura che si preannuncia ricca di spunti.
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