Gli Usa minacciano l’Ucraina di toglierle l’accesso a Starlink
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Redazione Esteri
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Secondo quanto riportato da fonti vicine ai negoziati, gli Stati Uniti avrebbero utilizzato l’accesso a Starlink, il sistema di internet satellitare di Elon Musk, come leva per spingere l’Ucraina a firmare un accordo sui metalli critici presenti nel suo sottosuolo. La minaccia, emersa durante i colloqui tra funzionari americani e ucraini, sarebbe stata avanzata dopo che il presidente Volodymyr Zelensky ha respinto una proposta presentata dal segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent.
Starlink, che fornisce connettività satellitare ad alta velocità, è diventato uno strumento cruciale per l’Ucraina, soprattutto in un contesto di guerra dove le infrastrutture di comunicazione tradizionali sono spesso danneggiate o distrutte. La rete, gestita da SpaceX, è utilizzata non solo per scopi civili ma anche per coordinare operazioni militari, rendendola un asset strategico per Kiev.
L’accordo in discussione riguarda l’accesso ai cosiddetti “metalli critici” – tra cui litio, titanio e terre rare – risorse essenziali per l’industria tecnologica e della transizione energetica, in particolare per la produzione di batterie per veicoli elettrici e componenti elettronici. Gli Stati Uniti, che stanno cercando di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento per ridurre la dipendenza dalla Cina, vedono nell’Ucraina un partner chiave, data la ricchezza del suo sottosuolo.
Tuttavia, secondo le fonti citate da Reuters, Zelensky avrebbe rifiutato la proposta iniziale, ritenendola svantaggiosa per il Paese. In risposta, i negoziatori americani avrebbero fatto trapelare la possibilità di interrompere l’accesso a Starlink, una mossa che, se attuata, potrebbe avere ripercussioni significative sulle operazioni militari e civili in Ucraina.
La questione, che rimane avvolta in un alone di riservatezza, solleva interrogativi sulle dinamiche di potere tra i due Paesi e sull’uso di strumenti tecnologici come leve geopolitiche. Starlink, infatti, non è solo un servizio commerciale ma un’infrastruttura che, in contesti di crisi, assume un valore strategico difficilmente quantificabile.




