Ucraina e Usa: trattative su terre rare e intelligence, tensioni su Starlink
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Redazione Esteri
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Questa settimana segna una nuova fase nelle relazioni tra Stati Uniti e Ucraina, con l’avvio di colloqui a Riad, in Arabia Saudita, dove i team negoziali dei due Paesi si incontreranno domani, martedì, per discutere temi cruciali come la condivisione dell’intelligence e un possibile accordo sulle terre rare. Oggi, intanto, si è tenuto un incontro preliminare tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che ha assunto il ruolo di mediatore tra le parti in conflitto. Fonti statunitensi, citate da Reuters, hanno rivelato che gli Usa intendono valutare la disponibilità di Kiev a fare concessioni materiali alla Russia, nella speranza di accelerare la fine di una guerra che dura ormai da tre anni.
Donald Trump, da parte sua, ha fatto sapere che Washington potrebbe presto revocare la sospensione dello scambio di intelligence con l’Ucraina, una decisione che aveva creato non pochi problemi alle forze armate ucraine, lasciandole in una posizione di vulnerabilità rispetto agli attacchi russi. “Lo abbiamo quasi fatto”, ha dichiarato Trump, riferendosi alla ripresa della condivisione di informazioni. La sospensione, decisa nelle scorse settimane, aveva infatti permesso a Mosca di intensificare gli attacchi con droni, mettendo ulteriormente sotto pressione le truppe di Kiev.
Parallelamente, si discute della possibilità di un accordo sulle terre rare, risorse strategiche per l’industria tecnologica e militare. Secondo Trump, un’intesa potrebbe essere raggiunta in due o tre giorni, anche se i dettagli restano ancora da definire. Il presidente americano non ha risparmiato critiche a Zelensky, definendolo in modo sprezzante come “un bambino a cui sono state tolte le caramelle”, in riferimento alle tensioni tra i due leader.
Intanto, le polemiche non risparmiano neppure il fronte tecnologico. Il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha espresso dubbi sull’affidabilità di Starlink, il sistema di comunicazione satellitare di Elon Musk, che da mesi fornisce un supporto cruciale all’Ucraina. Sikorski ha dichiarato che Varsavia è pronta a cercare alternative qualora Musk decidesse di interrompere il servizio. La replica del miliardario non si è fatta attendere: “Stai zitto, ometto. Paghi solo una piccola parte”, ha twittato Musk, ricordando che l’Ucraina contribuisce in minima parte ai costi del sistema. Nonostante le tensioni, il fondatore di SpaceX ha assicurato che non disattiverà mai i terminali ucraini, dopo aver inizialmente ventilato l’ipotesi di farlo.




