Beyond Good and Evil 2, lo sviluppo infinito tra speranze e annunci di lavoro
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il caso di Beyond Good and Evil 2, ormai divenuto proverbiale per la sua gestazione interminabile, continua a sollevare interrogativi e a nutrire, seppur flebilmente, le attese degli appassionati. Annunciato per la prima volta diciassette anni fa, un'epoca in cui il panorama videoludico era radicalmente diverso, il progetto ha attraversato fasi alterne, caratterizzate da lunghi silenzi e da sporadiche riemersioni, le quali, pur non mostrando mai un prodotto compiuto, hanno impedito che fosse dato per definitivamente archiviato. L'ultimo di questi segnali, il quale smentisce l'ipotesi di un abbandono, proviene direttamente da Ubisoft Montpellier, che ha recentemente pubblicato alcune offerte di lavoro specifiche per il gioco, ricercando figure specializzate come un Technical Sound Designer e un Senior Character Artist. Queste posizioni, che richiedono competenze tecniche avanzate, indicano senza ambiguità che il titolo si trova ancora in una fase attiva, sebbene presumibilmente ancora lontana dalla sua conclusione.
Un progetto emblematico e le sue vicissitudini
Pochi altri esempi incarnano alla perfezione la definizione di "development hell" come questo sequel, il cui percorso è stato costellato da ristrutturazioni interne, cambi di visione creativa e dalle mutate strategie dell'intero gruppo Ubisoft. Dopo la sua rivelazione pubblica più significativa, avvenuta in occasione dell'E3 del 2017 – ben otto anni or sono –, le informazioni sono divenute sempre più rade, lasciando il posto a un silenzio che molti hanno interpretato come il preludio a una cancellazione ufficiale. Eppure, nonostante tutto, lo sviluppo non si è mai arrestato completamente, procedendo in sordina all'interno degli studi francesi, come dimostrano le periodiche assunzioni di nuovo personale dedicate esclusivamente a questo ambizioso capitolo.
Le ricerche di personale come unico indizio concreto
In assenza di trailer, screenshot o comunicati ufficiali che ne illustrino lo stato di avanzamento, sono proprio gli annunci di reclutamento a costituire le prove più tangibili della sopravvivenza del gioco. La necessità di ingaggiare un designer del suono tecnico, la cui mansione sarebbe quella di costruire da zero l'intero impianto audio per un universo di gioco presumibilmente vasto e complesso, non è un dettaglio da poco; si tratta, al contrario, di un elemento che fa pensare a un progetto ancora lontano dalla fase di finalizzazione, il quale richiede competenze fondamentali per la sua stessa struttura portante. Allo stesso modo, la ricerca di un artista esperto per la creazione dei personaggi suggerisce che il lavoro sulla parte visiva e caratterizzante sia ancora in piena evoluzione.
La paziente attesa di un seguito cult
Il seguito del cult classico del 2003, acclamato dalla critica ma non sostenuto da vendite altrettanto trionfali all'epoca, ha nel tempo costruito una base di fedelissimi, la quale osserva con un misto di speranza e scetticismo ogni minimo movimento legato al titolo. L'idea di un prequel, con il suo potenziale narrativo immenso e la promessa di esplorare un universo già solo abbozzato nel primo capitolo, rappresenta un'eredità ingombrante da onorare, una sfida che lo studio sembra voler ancora cogliere, nonostante il tempo trascorso e le inevitabili difficoltà. La lunghezza stessa dello sviluppo, che ormai supera di gran lunga quella della maggior parte dei titoli triple A, ne fa un caso di studio unico, un esperimento persistente in un'industria dove i tempi di produzione sono di solito rigidamente pianificati.




