Un satellite sovietico degli anni '70 minaccia di cadere sulla Terra tra venerdì e domenica

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Più di mezzo secolo dopo il suo lancio, il Kosmos 482, una sonda spaziale sovietica progettata per esplorare Venere, sta per compiere un rientro incontrollato nell’atmosfera terrestre. L’evento, previsto tra il 9 e l’11 maggio, solleva interrogativi non solo sulla traiettoria – ancora indeterminata – ma anche sulla possibilità che frammenti del veicolo spaziale, costruito per resistere a condizioni estreme, possano raggiungere il suolo.

Lanciato il 31 marzo 1972, il satellite avrebbe dovuto dirigersi verso Venere, ma un guasto al motore lo lasciò bloccato in orbita terrestre. Ciò che lo rende peculiare, oltre alla sua longevità, è la struttura: un guscio in titanio concepito per affrontare l’atmosfera corrosiva del pianeta gemello della Terra, caratterizzata da temperature elevatissime e pressioni insostenibili per la maggior parte dei materiali. Proprio questa resistenza, che avrebbe garantito la sopravvivenza della sonda su Venere, potrebbe ora permettere ad alcune sue parti di superare indenni l’attrito con la nostra atmosfera.

Sebbene la maggior parte dei detriti spaziali si disintegri durante il rientro, il Kosmos 482 rappresenta un’eccezione. Gli esperti non escludono che frammenti consistenti, dal peso complessivo stimato in circa 500 chilogrammi, possano disperdersi in un’area imprecisata del globo. Non è la prima volta che oggetti di origine umana ricadono sul pianeta, ma raramente si tratta di strumenti concepiti per missioni interplanetarie e costruiti con materiali così duraturi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.