Roberta Valente tra Fiat 500 e segreti di famiglia: la terza puntata mette in crisi il matrimonio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Domenica 26 aprile, per chi segue Roberta Valente – Notaio in Sorrento su Rai 1 (alle 21.30, si sa, ma anche in streaming su RaiPlay per chi preferisse il digitale), è la sera delle scelte difficili. O meglio: è la sera in cui la giovane notaia, interpretata da Maria Vera Ratti, si troverà costretta a fare i conti con quelle crepe, nel privato, che fino a ieri aveva forse scelto di non vedere. La terza puntata, che di fatto è la penultima dell’intera serie prima del gran finale previsto per domenica 3 maggio -3-4, si compone di due episodi dal sapore molto intenso: "La macchina del tempo" e "Terapia d'urto". Se dal punto di vista professionale Roberta si destreggia tra eredità complicate e tutele delicate, è nella sfera sentimentale che il terreno inizia davvero a tremare: Stefano (Alessio Lapice), il futuro sposo che le sta accanto, sembra avere la testa altrove, e quel distacco, a questo punto, non può più essere ignorato.
Il lascito della **Fiat 500** e il tocco di Leda
Nel primo dei due episodi, che porta il titolo piuttosto evocativo di "La macchina del tempo", il pretesto per mettere in moto la macchina narrativa è un oggetto tanto nostalgico quanto ingombrante: una vecchia Fiat 500. A ereditarla, in circostanze piuttosto inaspettate, è Vito (Erasmo Genzini), il ragazzo dal cuore d’oro che Roberta ha imparato a conoscere e apprezzare. L’anziana benefattrice, che lui frequentava con affetto nella casa di riposo, gliel’ha lasciata in eredità, e un gesto del genere, chiaramente, lo spiazza del tutto. Non essendo un parente, Vito fatica a trovare un senso a quella donazione e si rivolge a Roberta per fare chiarezza, innescando così un caso che mescola diritto ereditario e ricordi personali.
È interessante notare come, in questa vicenda, a fare la differenza non sia soltanto la competenza legale della Valente, ma la sensibilità della sua ormai socia e (mezza) sorella Leda, il personaggio interpretato da Flavia Gatti. Leda, forte della sua esperienza di ragazza cresciuta tra diverse case famiglia dopo essere rimasta orfana, possiede quella marcia in più nel leggere i bisogni affettivi che ci sono dietro un atto formale. Insieme, insomma, le due donne riescono a dare voce alla volontà della donna scomparsa, salvaguardando i legami dei vivi e restituendo dignità a una storia che nessuno aveva davvero capito fino in fondo. Il caso, in apparenza un semplice trasferimento di proprietà, si trasforma così in una lezione di umanità per Roberta, mentre il rapporto con Leda si fa sempre più solido e complicato allo stesso tempo.
**Filippo** e quella tutela che viene dal cuore
Se il primo caso scalda i motori, è nel secondo episodio, intitolato "Terapia d'urto", che la posta in gioco si alza in modo vertiginoso. Roberta deve occuparsi del futuro di Filippo, un ragazzo con sindrome di Down rimasto improvvisamente orfano e bisognoso di una guida familiare stabile. La complessità, qui, non è tanto nella carenza di affetto (Filippo ha un carattere irresistibile, capace di sciogliere qualsiasi cuore), quanto nella presenza di due disposizioni testamentarie tra loro contrastanti lasciate dai genitori. La decisione su chi debba prendersi cura di lui – e cioè con quale dei due zii il ragazzo possa davvero sentirsi a casa – non può basarsi su meri cavilli burocratici.
La fiction, in questo frangente, spinge Roberta a uscire dai binari stretti della professione per entrare in un campo minato fatto di affetti concreti e responsabilità quotidiane. Lei e il suo team sono chiamati a fare una scelta che non è solo legale, ma profondamente etica: proteggere il benessere reale di una persona fragile, assicurandosi che l’ambiente in cui andrà a vivire sia davvero una casa, non solo una sistemazione formale. Questo snodo narrativo serve evidentemente per mostrare la maturazione della protagonista, obbligata a usare la testa ma senza mai spegnere il cuore, anche quando il sospetto diventa angoscia.
L’ombra di **Stefano** e le nozze che tremano
Mentre Roberta si prodiga per salvare il futuro altrui, il suo presente privato va a rotoli. E se fino alla settimana scorsa il malessere di Stefano poteva sembrare un semplice nervosismo pre-matrimoniale, questa terza puntata – lo dicono senza mezzi termini le anticipazioni – spazza via ogni dubbio. Il futuro sposo, interpretato da Alessio Lapice, è sempre più distaccato, distratto, e la sua testa è chiaramente altrove. La verità, quella che Roberta non potrà più evitare di guardare in faccia, è che Stefano non solo non è più sicuro di volersi sposare, ma ha anche iniziato a flirtare (o forse anche di più) con Leda, la sorella ritrovata della sua fidanzata, che nel frattempo non sospetta nulla della sua doppia identità.
Questa rivelazione, è chiaro, rischia di far saltare ogni progetto. Roberta, che ha basato la sua vita sul controllo e sulla precisione – forse come reazione alla perdita traumatica dei genitori avvenuta quando era una bambina – si trova davanti a un tradimento che non aveva messo in conto. La crisi sentimentale si fa così il contrappunto perfetto ai casi professionali: fuori dallo studio, Roberta deve gestire l’eredità di sconosciuti; dentro le mura domestiche, crolla l’eredità del suo futuro. La penultima puntata, insomma, prepara il terreno per un finale che si preannuncia particolarmente esplosivo, con la notaia costretta a rivalutare ogni cosa: il rapporto con Leda, l’amicizia con Vito e, forse, l’amore effimero di Stefano.




