A vela verso Napoli: cinque team per l'America's Cup 2027, una governance rivoluzionata

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Golfo di Napoli, che già si prepara a ospitare gli atti finali dell’attuale edizione, si conferma il teatro designato per la trentottesima America’s Cup, fissata per il 2027. Alla sfida, la cui organizzazione procede ormai a vele spiegate, parteciperanno con ogni probabilità cinque team, un numero che, sebbene inferiore alle aspettative di qualche mese fa, delinea un parco concorrenti solido e di grande prestigio. Accanto ai neozelandesi dell’Emirates Team New Zealand, detentori della Coppa dal 2021, e allo Challenger of Record, si sono infatti aggiunte ufficiosamente altre tre formazioni, pronte a contendersi il diritto a sfidare i campioni in carica. La flotta, stando alle informazioni pervenute, vedrà in acqua, oltre ai kiwi, il team britannico Athena Racing, l’italiana Luna Rossa Prada Pirelli, lo storico avversario svizzero – che tornerà sotto le insegne del nuovo partner Tudor, dopo l’esperienza con Red Bull – e i francesi del K-Challenge.

Una svolta epocale nella governance

La notizia più rilevante, tuttavia, non riguarda esclusivamente i nomi degli sfidanti, seppur di altissimo profilo, ma l’architettura stessa dell’evento, destinata a mutare radicalmente dopo oltre un secolo e mezzo di storia. Come annunciato nella notte, infatti, nasce l’“America's Cup Partnership”, un organismo che segna il definitivo superamento del modello tradizionale, basato su un unico detentore del trofeo che ne dettava le regole in modo pressoché assoluto. Si passa, in sostanza, a una governance condivisa tra tutti i partecipanti, i quali diverranno coproprietari dei diritti commerciali e sportivi della competizione. Questa svolta, voluta fortemente dal team principal degli All Blacks della vela, Matteo de Nora, e dal Ceo Grant Dalton, punta esplicitamente a creare un circuito stabile e coordinato, sul modello dei campionati professionistici più seguiti al mondo, per garantire una maggiore stabilità economica e un appeal mediatico amplificato.

Le motivazioni di un cambiamento atteso

Le esigenze di modernizzazione, dettate dalla necessità di competere nell’affollato panorama dello sport e dell’intrattenimento globale, hanno reso inevitabile un ripensamento strutturale. De Nora, che con Dalton lavora al progetto New Zealand dal 2003, ha più volte sottolineato come il mito e il sogno legati alla Coppa delle Cento Ghinee debbano oggi confrontarsi con le logiche della sostenibilità finanziaria e della visibilità, obiettivi difficilmente raggiungibili senza una regia unitaria e una pianificazione a lungo termine. La scelta di Napoli come sede per il 2027 si inserisce in questa strategia di rilancio, puntando su un bacino spettatoriale caloroso e su un’immagine di grande impatto.

Il quadro agonistico in divenire

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.