La mamma di Leonardo: "Il Gps dava l'auto ferma, così mio marito ha scoperto l'incidente

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alle 5.30 di sabato 15 febbraio 2025, lungo la statale 42 del Tonale e della Mendola, nel comune di Brusaporto, in provincia di Bergamo, si è consumato un dramma che ha lasciato un segno profondo nella piccola comunità di Gorlago. Leonardo Longaretti, 24 anni, studente di Ingegneria al Politecnico di Milano, ha perso la vita in uno schianto mentre tornava a casa in auto. Nello stesso incidente è morto anche Bel Gassem Jandaoui, 56 anni, venditore ambulante originario del Marocco, che viaggiava a bordo di un furgone. I due, pur non conoscendosi, abitavano a poche centinaia di metri di distanza, in quella stessa frazione che oggi piange la loro scomparsa.

La madre di Leonardo, con voce spezzata dal dolore, ha raccontato come il marito, Siro Longaretti – vice sindaco di Gorlago – abbia scoperto l’accaduto. "Il Gps dell’auto di Leonardo segnava il veicolo fermo, immobile da troppo tempo. Così mio marito si è insospettito ed è corso sul posto", ha spiegato, ricordando quei momenti di angoscia che hanno preceduto la conferma della tragedia. Un dettaglio, quello del dispositivo di localizzazione, che aggiunge un ulteriore strato di amarezza a una vicenda già segnata dall’assurdità del caso.

I corpi delle due vittime sono stati trasportati all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove sono rimasti in attesa del riconoscimento e delle procedure legali. Lunedì 17 febbraio, a partire dalle 14, è stata allestita la camera ardente di Leonardo, mentre i funerali si sono tenuti il giorno seguente. Per Bel Gassem Jandaoui, invece, è stato organizzato il rimpatrio della salma in Marocco, con la comunità marocchina locale impegnata in una raccolta fondi per sostenere le spese del trasferimento.

Il tratto di strada dove è avvenuto l’incidente, lungo la statale 42, è purtroppo noto per essere teatro di altri drammatici episodi. Un percorso che, nonostante i ripetuti appelli per migliorarne la sicurezza, continua a mietere vittime, lasciando famiglie e intere comunità nel dolore. Brusaporto, in particolare, è un punto critico, dove la velocità e le condizioni della carreggiata spesso si trasformano in un mix letale.

Leonardo Longaretti, figlio del vice sindaco Siro Longaretti, era un giovane con un futuro promettente, impegnato negli studi e amato da chi lo conosceva. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile, non solo per la famiglia, ma per tutti coloro che lo avevano visto crescere e che ne avevano apprezzato la dedizione e la gentilezza. Bel Gassem Jandaoui, dal canto suo, rappresentava un’altra faccia della stessa medaglia: un uomo che, lontano dalla sua terra d’origine, cercava di costruire una vita dignitosa attraverso il lavoro.

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