Confindustria rivede al ribasso le stime di crescita per il 2024 e il 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Confindustria, l'associazione degli industriali italiani, ha recentemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita del PIL per il 2024 e il 2025. Secondo il Rapporto di previsione autunnale del Centro Studi di Confindustria, la crescita del PIL per il 2024 è stimata allo 0,8%, un decimo di punto percentuale in meno rispetto alle previsioni di aprile. Anche per il 2025, le stime sono state ridotte, con una crescita prevista di poco superiore allo 0,9%, due decimi di punto in meno rispetto alle precedenti previsioni.

Il deficit, tuttavia, è visto in riduzione al 3,9% del PIL nel 2024 e al 3,1% nel 2025. Questo scenario si inserisce in un contesto globale di rallentamento economico, con l'Europa che cresce più lentamente rispetto ad altre economie, come gli Stati Uniti e la Cina, che stanno anch'essi rallentando nell'ultimo anno. Nonostante ciò, lo scenario globale è descritto come un "soft landing", un rallentamento leggero piuttosto che una vera e propria crisi.

In questo quadro complesso, l'Italia riesce a difendersi, sebbene permangano numerose criticità e problemi strutturali. Lucia Aleotti, vicepresidente di Confindustria con delega al Centro Studi, ha sottolineato che il ruolo dell'associazione non sarà timido. Presentando il rapporto autunnale, Aleotti ha evidenziato una grande complessità globale e una perdita di competitività dell'Unione Europea. Nonostante le difficoltà, ha affermato che l'Italia sta tenendo botta, con un PIL che cresce, seppur non galoppando.

Il rapporto di Confindustria mette in luce come la crescita più lenta del previsto e la pressione sull'industria rappresentino sfide significative per il Paese. Tra queste, si annoverano problemi legati alla demografia, alla forza lavoro e ai costi abitativi.

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