Ancora atti dolosi sulle linee Av, nella notte bruciati i cavi del gestore della circolazione: la Digos indaga su un terzo episodio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La circolazione ferroviaria sull’asse dell’Alta Velocità, quella che collega Roma a Napoli e Roma a Firenze, procede da questa mattina con consistenti rallentamenti a causa di quello che appare ormai un copione fin troppo noto: l’interruzione è stata provocata da atti dolosi, con la rete presa di mira in più punti. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, allertati dalla sala operativa, sono intervenuti sul posto e hanno riscontrato, nel primo caso avvenuto sulla linea per Napoli nel tratto compreso fra Salone e Labico, danni evidenti ai cunicoli che ospitano i cavi di gestione dei treni; cavi che qualcuno ha deliberatamente bruciato, interrompendo di fatto i flussi di comunicazione essenziali per la sicurezza e la regolarità del servizio. Poco dopo, un secondo episodio dalla dinamica analoga è stato rilevato sulla linea verso Firenze, tra la stazione Tiburtina e Settebagni, costringendo i convogli in transito a subire deviazioni e accumulare ritardi, in alcuni casi superiori ai novanta minuti. Le ripercussioni, come prevedibile, si sono rapidamente propagate lungo l’intera dorsale, con un effetto a catena che ha investito anche i nodi secondari: a Bologna, ad esempio, alcuni Frecciarossa hanno accumulato oltre un’ora di attesa, con passeggeri lasciati nell’incertezza davanti ai tabelloni degli arrivi.

Il ministro Salvini e la reazione politica: "atti criminali" mentre la Digos lavora per dare un volto ai responsabili

Matteo Salvini, titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha commentato la vicenda con parole nette, parlando di “odiosi atti criminali” e sottolineando come questi gesti non colpiscano soltanto un’infrastruttura, ma mettano a repentaglio l’incolumità dei lavoratori e dei cittadini. Il ministro ha poi aggiunto che i dispositivi di vigilanza sono stati immediatamente rafforzati, con l’obiettivo di stanare i responsabili, auspicando che nessuno, nel dibattito pubblico, tenti di minimizzare o peggio di giustificare quanto accaduto. Sul fronte investigativo, la Digos sta lavorando senza sosta per accertare le dinamiche e risalire agli autori materiali dei sabotaggi: un terzo episodio, segnalato nella zona tra Capena e Gallese, è ancora al vaglio degli inquirenti per definirne la natura, se cioè si tratti di un ulteriore atto doloso o di un guasto tecnico aggravato dalle avverse condizioni meteo che in queste ore stanno interessando il centro Italia.

La mappa dei danni e i disagi per i pendolari: ritardi a cascata e cancellazioni sulle linee Av e regionali

Gli accertamenti in corso da parte dell’autorità giudiziaria, che hanno richiesto l’isolamento delle tratte interessate per consentire i rilievi del caso, stanno inevitabilmente prolungando i disagi. Sulle due linee principali dell’Alta Velocità la circolazione resta rallentata e molti treni, per recuperare parte del tempo perso, stanno saltando alcune fermate intermedie, una decisione che se da un lato mira a fluidificare il traffico, dall’altro crea notevoli scompensi per chi aveva programmato di salire o scendere in quelle stazioni. A pagare il conto più salato sono, come sempre, i viaggiatori: a Roma Termini, nel corso della mattinata, un Frecciarossa proveniente dal capoluogo lombardo è arrivato con un’ora e mezza di ritardo, e altri sei convogli, tra cui uno da Napoli e uno da Mantova, hanno accumulato circa sessanta minuti di attesa. Non va meglio sulla linea regionale FL1, che collega Orte a Roma passando per gli stessi nodi critici: anche lì si registrano ritardi medi di un quarto d’ora, conseguenza diretta delle deviazioni imposte ai treni a lunga percorrenza e della conseguente riprogrammazione dell’intero sistema.

Il contesto e le indagini: un copione già visto dopo i recenti attentati anarchici

Queste azioni si inseriscono in un clima di crescente tensione per la rete ferroviaria italiana, già messa alla prova nei giorni scorsi da episodi simili che avevano coinciso con l’avvio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, attentati quelli rivendicati dall’area anarchica. Sebbene per i fatti di oggi non siano ancora emerse rivendicazioni ufficiali, il modus operandi – la scelta di bersagli strategici, il danneggiamento mirato delle cabine di gestione dei cavi – presenta inquietanti analogie con quanto accaduto in precedenza. Gli inquirenti, mantenendo un profilo basso ma estremamente attivo, stanno incrociando i dati tecnici forniti da Rfi con le immagini dei sistemi di videosorveglianza e con le segnalazioni di eventuali presenze sospette nelle aree interessate durante le ore notturne. L’obiettivo è duplice: restituire rapidamente piena funzionalità alla linea, una volta che i magistrati avranno dato il nulla osta per il ripristino, e soprattutto interrompere quella che appare come una sequenza organizzata di attacchi a un’infrastruttura considerata nevralgica per il Paese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.