Milan, l'incognita Maignan e le mosse di Tare per la porta
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Redazione Sport
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La vittoria contro la Roma, siglata da un gol di rigore e consolidata dalla parata decisiva di Mike Maignan su Paulo Dybala, ha riacceso i riflettori sul futuro del portiere francese, la cui situazione contrattuale rimane un nodo cruciale per la società rossonera. Massimiliano Allegri, dopo quella partita, ha voluto subito chiarire i meriti del miglioramento del suo estremo difensore, attribuendoli non al proprio operato ma alla società, che ha sempre voluto fortemente il giocatore, e alla figura di Claudio Filippi, da lui definito "uno dei migliori preparatori che c'è in giro". Un riconoscimento pubblico che sottolinea il valore di un tecnico specializzato, la cui influenza si sta rivelando determinante per le sorti della squadra.
Il metodo Filippi, tra scienza e psicologia
Claudio Filippi, dopo un'esperienza di quindici anni alla Juventus, è approdato al Milan portando con sé un approccio meticoloso e profondamente analitico nel lavoro con i portieri. Il suo metodo, che combina una preparazione fisica di altissimo livello a uno studio minuzioso degli avversari, si è rivelato uno strumento formidabile, trasformando i numeri uno in veri specialisti nella lettura dei calci di rigore. L'ex portiere Stefano Marchegiani, intervistato da *La Stampa*, ha confermato l'efficacia di quel sistema, ricordando la propria esperienza: «Con lui ne parai cinque. Dietro il miglioramento dei portieri c'è il lavoro dei preparatori, c'è l'analisi dei tiratori. Con lui sapevo cosa fare». Marchegiani ha poi aggiunto un dettaglio non secondario, legato alla sfera psicologica: «Più ne pari, più chi calcia è insicuro», un circolo virtuoso che eleva la performance dall'episodio alla strategia.
La tregua agonistica e il nodo contrattuale
Nonostante le lodi e l'ambiente favorevole, la questione del rinnovo di Maignan, il cui accordo scade nel giugno 2026, permane in uno stato di stallo che si protrae da più di un anno. Le prestazioni di alto livello del capitano, per quanto celebratissime, non hanno ancora sbloccato le trattative, con gli ultimi contatti ufficiali che risalgono ormai alla scorsa estate. La società, consapevole del valore del giocatore e dell'importanza di risolvere la vicenda prima dell'imminente appuntamento mondiale, si appresta a compiere un nuovo tentativo nelle prossime settimane per sondare il terreno e verificare la concreta possibilità di un accordo.
La lista dei possibili eredi
In un'ottica di prudenza e lungimiranza, la dirigenza milanista ha comunque avviato un'operazione di scouting per individuare dei potenziali successori, qualora le trattative con Maignan non dovessero avere un esito positivo. Secondo quanto riportato dal giornalista Marco Pasotto su *La Gazzetta dello Sport*, i primi nomi finiti sul taccuino del direttore sportivo Tare sono quelli di Noah Atubolu del Friburgo e di Zion Suzuki. Gli osservatori del Milan sono stati infatti avvistati in Germania per monitorare da vicino le prestazioni di Atubolo, portiere della nazionale tedesca, segno di un interesse concreto e di una pianificazione che, necessariamente, deve guardare oltre l'attuale campione.




