Matteo, il viticoltore stroncato da una pressa nell'azienda di famiglia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un destino atroce, che si è consumato sotto gli occhi del padre, ha posto fine alla vita di Matteo Forner, viticoltore di 44 anni e consigliere comunale di Castelcucco, nel Trevigiano. L'incidente, la cui dinamica è al centro delle indagini condotte dai carabinieri e dallo Spisal, è avvenuto nella serata di venerdì 12 ottobre all'interno della cantina dell'azienda di famiglia, un'attività vitivinicola e agrituristica che lo stesso Matteo conduceva con passione. Dalle prime, dolorose ricostruzioni, pare che l'uomo abbia interpretato un momentaneo blocco della pressa per l'uva, causato da un improvviso blackout elettrico, come un suo spegnimento definitivo. Quel macchinario, invece, che costituiva il cuore pulsante della lavorazione, era solo in pausa forzata, pronto a riattivarsi non appena la corrente fosse tornata, travolgendo chi, ignaro del pericolo, vi si fosse avvicinato.

La dinamica di una tragedia annunciata

È in quel lasso di tempo, in quella finestra di vulnerabilità tecnologica, che si è consumata la tragedia. La pressa, la cui sospensione era dunque solo apparente, ha ripreso bruscamente la sua attività non appena l'energia elettrica è rifluita, cogliendo Matteo in una posizione di estremo rischio. L'epilogo, come confermato dai soccorsi giunti sul posto, è stato purtroppo immediato. I vigili del fuoco, chiamati per il recupero, hanno constatato la morte sul colpo, aggiungendo un altro nome alla lunga e dolorosa lista delle vittime del lavoro, un fenomeno che continua a mietere esistenze, specialmente in contesti agricoli dove la familiarità con i macchinari può talvolta condurre a un abbassamento della guardia.

L'addito straziante di un padre

A rendere ancor più straziante la perdita è il fatto che a testimoniare la scena sia stato il padre Lino, il quale, con il cuore spezzato, ha voluto rivolgere al figlio un commosso e pubblico saluto. "Matteo, ti saluto. Sei stato grande, sempre disponibile, hai fatto quasi tutto in quest'azienda", ha detto attraverso le lacrime, dipingendo il ritratto di un uomo dedito al suo lavoro e alla sua terra. Un addio che va ben oltre le semplici parole, trasformandosi in una testimonianza cruda di un legame familiare e professionale che l'incidente ha brutalmente reciso, lasciando una ferita aperta non solo nella cerchia dei parenti ma in tutto il tessuto sociale di un piccolo comune.

L'eredità di un uomo radicato nel territorio

Matteo Forner non era soltanto un imprenditore ma una figura pubblica profondamente radicata nel suo territorio, avendo ricoperto il ruolo di consigliere comunale. La sua dedizione andava oltre la politica, riversandosi in quella che era una vera e propria missione: la viticoltura. Appassionato e attento sperimentatore, come ricordato dal sindaco, aveva investito energie e competenze nel rilancio di varietà autoctone, su tutte la Recantina, un'eredità che il padre Lino gli aveva trasmesso e che lui, con instancabile lavoro, aveva contribuito a valorizzare. La sua scomparsa lascia un vuoto non solo umano ma anche professionale in un'azienda, la Pat del Colmel, che rappresenta un tassello importante dell'economia e della tradizione locale.

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