Italia-Grecia 13-15, prima sconfitta del Settebello agli Europei di pallanuoto
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Redazione Sport
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Il percorso fino a quel momento immacolato del Settebello si è interrotto nelle acque del Danubio, dove una Grecia di altissimo rango, la cui forza molti avevano forse sottovalutato in virtù delle precedenti prestazioni italiane, ha imposto la legge del gioco più esperto e cinico. La partita, equilibrata nel punteggio per lunghi tratti e chiusa sul 15-13 per gli ellenici, ha di fatto regalato a questi ultimi, con un turno d'anticipo, il passaggio alle semifinali dell'Europeo 2026, lasciando agli azzurri di Sandro Campagna una strada più impervia ma ancora percorribile. Quello che è mancato, in un confronto che pure ha visto momenti di ottima pallanuoto da parte della squadra italiana, è stata forse la freddezza decisiva nelle fasi cruciali, come in alcune superiorità numeriche non trasformate in goal, un dettaglio che a questi livelli si paga a caro prezzo.
Campagna e le proteste arbitrali
Al termine della gara, l'allenatore azzurro ha espresso apertamente il proprio malumore verso l'operato degli arbitri, concentrando le sue critiche su quello che ha definito un “doppio numero di espulsioni” a sfavore della sua squadra. “I ragazzi meritano più rispetto”, ha affermato Campagna, lasciando intendere che il diverso trattamento in vasca abbia influito sull'esito del match. Le sue parole, se da un lato evidenziano la tensione di una partita dal valore così assoluto, dall'altro sottolineano come il gruppo, pur giovane, abbia ormai la consapevolezza e l'ambizione per contendere il massimo anche alle compagini più blasonate, non accettando passivamente le decisioni che possono apparire sfavorevoli.
Il percorso e il bilancio della partita
La sconfitta, arrivata dopo quattro successi consecutivi nella fase a gironi e all'esordio di questo secondo round, non cancella pertanto il lavoro svolto e la qualità mostrata. Si è trattato, in sostanza, di un duro banco di prova contro una formazione che punta alla medaglia e che ha sfruttato al meglio la propria esperienza internazionale. Gli azzurri, dal canto loro, hanno dimostrato carattere e talento, rimanendo agganciati alla controparte per gran parte della sfida e provando a reagire ad ogni parziale allungo greco. Qualcuno, osservando la partita, ha notato qualche incertezza in più del solito nella costruzione manovrata, ma si tratta di aspetti che, in un contesto così competitivo, possono emergere e sui quali la squadra avrà modo di lavorare.
La partita decisiva con la Croazia
Tutti gli scenari, dunque, si concentrano ora sul match di mercoledì 21 gennaio contro la Croazia, incontro che assumerà i contorni di un vero e proprio spareggio per l'accesso alle prime quattro del continente. La nazionale croata, tradizionalmente una potenza del palcoscenico mondiale, rappresenterà un ostacolo di livello almeno pari a quello greco, in una sfida dove il margine di errore sarà pressoché nullo. L'Italia, che attenderà l'esito del match serale della Croazia contro la Turchia per avere un quadro definitivo della situazione del girone, dovrà trovare nella lezione impartita dalla Grecia gli spunti per una reazione immediata, sapendo che la posta in palio è il proseguimento del sogno europeo.




