Intesa Sanpaolo vola, ma l'ombra della tassa banche si allunga sui profitti record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l'istituto guidato da Carlo Messina chiude quelli che vengono definiti, senza mezzi termini, "i migliori nove mesi di sempre", con un utile netto in crescita del 5,9% e la conferma di un obiettivo che si colloca ben oltre i nove miliardi per il 2025, il panorama finanziario nazionale si tinge di un colore più scuro. L'amministratore delegato, presentando i dati alla platea degli analisti, ha infatti voluto rassicurare i mercati riguardo alla nuova imposta sul settore creditizio, descrivendola come un elemento "gestibile" per il colosso torinese, il quale, ciononostante, continua a navigare in acque straordinariamente prospere.

Le ombre sulla riforma della giustizia

In un contesto politico-istituzionale parallelo, prende forma un organismo che si oppone con veemenza alla riforma della giustizia, il cosiddetto Comitato nazionale a difesa della Costituzione per il No, il quale ha stabilito la propria base operativa all'interno della sede romana dell'Associazione nazionale magistrati. Questo comitato, che non possiede lo status giuridico di associazione, si muove tra opacità finanziarie e un budget che si aggirerebbe attorno al mezzo milione di euro, sollevando perplessità sulla sua natura e sulle sue modalità di finanziamento, mentre la riforma procede nel suo iter.

L'orizzonte dell'euro digitale

Lo sguardo si sposta poi sull'innovazione tecnologica, dove Bankitalia, avendo ricoperto un ruolo di primo piano, contribuisce a un progetto destinato a rivoluzionare le abitudini di pagamento: l'euro digitale. Dopo una fase esplorativa e una preparatoria, la Bce ha dato il via, da Firenze, a una successiva fase di sviluppo, preludio a un lancio che le previsioni collocano nel 2029, a seguito di un regolamento europeo atteso per il 2027. Si delinea così, progressivamente, il "contante" del futuro, che promette di alterare profondamente il rapporto dei cittadini con il denaro.

Il dibattito oltre le polemiche

Contro le accuse di un presunto stravolgimento della Carta fondamentale, la riforma della giustizia, secondo alcune voci, non intacca le basi costituzionali ma mira piuttosto a ridimensionare il potere delle correnti all'interno della magistratura, attraverso l'introduzione di meccanismi come il sorteggio per la composizione dei due rami del Consiglio superiore. L'idea che la separazione delle carriere possa tradursi in un controllo politico delle Procure viene bollata come infondata, in un dibattito che trascende le semplici contrapposizioni ideologiche per entrare nel merito degli equilibri del potere giudiziario.

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