Crollo di ponti in tutto il mondo: una crisi infrastrutturale?
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Redazione Esteri
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Il crollo del ponte Francis Scott Key Bridge a Baltimora ha segnato un altro tragico incidente infrastrutturale. Secondo la Guardia Costiera statunitense, si presume che i sei operai dispersi, originari di Guatemala, Messico, Honduras ed El Salvador, siano morti. Erano impegnati in lavori di riparazione quando la portacontainer Dali ha urtato un pilone, causando il crollo del ponte nel fiume Patapsco.
Gemellaggio tra Baltimora e Genova
Egle Possetti, presidente del comitato ricordo vittime Ponte Morandi, ha espresso la sua delusione per l'incidente a Baltimora, città gemellata con Genova quasi 40 anni fa. Ha sottolineato che la tragedia del Ponte Morandi e la perdita di 43 vite non hanno avuto l'impatto sperato sulla sicurezza delle infrastrutture.
Una serie di crolli di ponti
Il crollo del ponte a Baltimora segue una serie di incidenti simili in Cina e Argentina, portando il totale a tre crolli disastrosi nei primi tre mesi del 2024. Tutti questi incidenti sono avvenuti dopo collisioni con grandi navi commerciali, sollevando interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture esistenti.
Il bisogno di infrastrutture adeguate
Gli esperti sottolineano l'urgente necessità di migliorare o proteggere i vecchi ponti per ospitare navi moderne più grandi. Questi incidenti, con il conseguente tragico bilancio di morti e dispersi, evidenziano la crescente crisi infrastrutturale che affronta il mondo. La domanda rimane: si tratta di una tragica fatalità o di eventi che potevano essere evitati?




