Frana in Svizzera travolge Blatten, evacuazione preventiva salva il villaggio ma un disperso è ancora cercato
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Redazione Esteri
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Le immagini del villaggio di Blatten, nel Canton Vallese, mostrano un paesaggio irriconoscibile dopo il crollo di una porzione del ghiacciaio del Birch, che mercoledì 28 maggio ha scatenato una valanga di ghiaccio, roccia e fango. Quello che fino a pochi giorni fa era un tranquillo insediamento alpino a 1.500 metri d’altitudine è oggi sommerso da detriti, con case completamente inghiottite e strade cancellate. L’evacuazione ordinata nove giorni prima – frutto di un allerta lanciato dagli scienziati – ha permesso di mettere in salvo quasi tutti i 300 abitanti, ma un uomo di 64 anni, non residente nella zona, risulta ancora disperso.
Le autorità svizzere, oltre alle operazioni di ricerca, stanno ora valutando il rischio di un’inondazione nella valle sottostante. Il materiale franato, esteso per due chilometri, ha infatti raggiunto il corso del fiume Lonza, sollevando il timore che un eventuale sbarramento naturale possa provocare un improvviso straripamento. "Cercheremo di stimare l’entità del pericolo nelle prossime ore", ha dichiarato Antoine Jacquod, responsabile della sicurezza militare del Vallese, sottolineando come la situazione resti dinamica.
L’evento, seppur eccezionale, riaccende il dibattito sugli effetti del cambiamento climatico nelle regioni alpine, considerate tra le più esposte al riscaldamento globale. Il distacco di masse glaciali, fenomeno un tempo raro, è diventato più frequente, trasformando zone un tempo stabili in aree ad alto rischio. La frana di Blatten, al di là dei confini nazionali, serve da monito per tutte le regioni montane, dalla Valle d’Aosta alle Alpi orientali, dove il terreno è sempre più instabile a causa dello scioglimento del permafrost




