Il Barcellona vince la Copa del Rey in una finale da antologia: Koundé stende il Real ai supplementari

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Una partita che difficilmente verrà dimenticata, quella disputata al Sánchez Pizjuán di Siviglia, dove il Barcellona ha conquistato la sua trentaduesima Copa del Rey piegando il Real Madrid solo al 116’, grazie a un destro implacabile di Jules Koundé. Quella che si è consumata sotto i riflettori andalusi non è stata una semplice finale, ma un autentico capolavoro di emozioni, capace di regalare tutto ciò che il calcio sa offrire: gol spettacolari, rimonte, errori decisivi e una tensione che non ha mai smesso di crescere.

Ad aprire le danze è stato Pedri, che al 28’ ha spezzato l’equilibrio con una giocata di rara precisione, dimostrando ancora una volta perché è considerato uno dei talenti più puri del calcio contemporaneo. Ma il Real, che nella seconda frazione ha alzato drasticamente il ritmo, ha ribaltato il risultato con una doppietta firmata da Mbappé su punizione (70’) e da Tchouaméni (77’), trascinato dall’onda di un’euforia che sembrava ormai preludere alla vittoria. Eppure, proprio quando i blancos pensavano di averla chiusa, è arrivata la risposta del Barcellona: Ferran Torres, al 84’, ha riportato tutto in parità con un’incursione fulminea, trascinando la sfida ai supplementari.

Lì, nel cuore della lotta, è emerso Koundé: un recupero aggressivo su Modrić, un controllo asciutto, e poi quel destro dal limite che ha inchiodato Courtois, consegnando la coppa ai blaugrana. Una conclusione amara per Ancelotti, già sotto pressione dopo le polemiche prepartita – quelle legate alle dichiarazioni dell’arbitro De Burgos – e ora costretto a fare i conti con un altro trofeo sfumato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.