Medici no-vax, il PTS boccia la norma: «Pagina nera per il Parlamento»
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Redazione Interno
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Il Patto Trasversale per la Scienza (PTS) ha espresso forte preoccupazione per la norma sui medici no-vax contenuta nel disegno di legge sulle professioni sanitarie, che prevede una procedura straordinaria e agevolata per la reiscrizione agli Albi dei sanitari radiati per fatti non dolosi commessi durante l'emergenza Covid-19. Il testo, approvato dalla Camera dei deputati il 27 ottobre e ora all'esame del Senato, è stato giudicato dal PTS «una pagina nera per il nostro Parlamento». Secondo l'associazione, la disposizione solleva interrogativi sul rispetto delle evidenze scientifiche, sull'uguaglianza di trattamento tra professionisti e sul ruolo degli Ordini.
Cosa prevede la norma sulla reiscrizione all'Albo
La disposizione non stabilisce un reintegro generalizzato né automatico: consente ai sanitari radiati, a determinate condizioni, di presentare domanda di reiscrizione. Il perimetro temporale è quello dell'emergenza, dal 31 gennaio 2020 al 31 marzo 2022, e la norma riguarda esclusivamente i fatti non dolosi. Nata da un emendamento di Fratelli d'Italia approvato in Commissione Affari sociali il 14 luglio, ha superato il voto dell'Aula con 126 favorevoli, 113 contrari e due astenuti, mentre il provvedimento nel suo insieme ha ottenuto 143 sì e 113 no.
Il disegno di legge delega contiene anche altre novità. Per infermieri e coordinatori la più concreta riguarda i criteri di valutazione della colpa, che tengono conto di carenze organizzative e scarsità di risorse. Il dibattito pubblico, tuttavia, si è concentrato quasi per intero sulla riapertura dell'Albo, che ha diviso la maggioranza e ha provocato la dura reazione delle opposizioni.
Le critiche degli Ordini e le voci dal territorio
Sulla stessa linea del PTS si è mossa la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), che si è detta «sconcertata e delusa» e ha rivendicato l'autonomia degli Ordini come garanzia per i cittadini. Il presidente Filippo Anelli ha chiesto al Parlamento di rivedere la norma, perché la radiazione è una decisione disciplinare assunta dagli organi professionali e una procedura speciale ne altera l'equilibrio.
A Verona sono dieci i medici no-vax sospesi, e le reazioni locali sono state nette. Uno dei professionisti ascoltati dalla stampa ha definito il reintegro «uno sfregio» e «un oltraggio alla memoria delle centinaia di medici ed infermieri che hanno perso la vita in servizio durante il Covid». Lo stesso interlocutore ha ricordato le parole di papa Francesco, pronunciate nel marzo 2020 in una piazza San Pietro deserta e sotto la pioggia: «Siamo tutti sulla stessa barca, tutti chiamati a remare insieme». Ha aggiunto, con amarezza, che le cose non sono andate così.
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