Putin propone un'amministrazione Onu per l'Ucraina, ma il piano viene bocciato
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto in Ucraina prosegue senza soluzioni immediate, Vladimir Putin ha avanzato una proposta che, più che aprire a una possibile tregua, rischia di inasprire ulteriormente le tensioni. Durante una visita alla base di sottomarini nucleari di Murmansk, il presidente russo ha suggerito l'istituzione di un'amministrazione temporanea sotto l'egida delle Nazioni Unite, incaricata di organizzare nuove elezioni prima di avviare qualsiasi negoziato di pace. Una mossa che, se da un lato potrebbe apparire come un tentativo di mediazione, dall'altro nasconde una chiara volontà di delegittimare il governo di Volodymyr Zelensky, definito da Mosca "non eletto democraticamente".
Putin, che da mesi sostiene di non riconoscere l'autorità di Kiev, ha ribadito la sua posizione con toni perentori: «Senza elezioni regolari, la Russia non saprebbe con chi firmare un accordo». Una condizione che, di fatto, esclude qualsiasi dialogo con l'attuale leadership ucraina, accusata di essere illegittima nonostante il mandato popolare ottenuto nel 2019. La proposta, però, è stata immediatamente respinta dall'Occidente, con gli Stati Uniti che l'hanno giudicata «inaccettabile», mentre Zelensky l'ha bollata come un espediente per prolungare la guerra.
Nonostante le dichiarazioni ottimistiche di Kirill Dmitriev, inviato di Putin per gli investimenti esteri, che ha definito la sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche «un risultato storico», i dettagli degli accordi di tregua annunciati il 25 marzo rimangono vaghi. Le parti in causa – Russia, Ucraina e Stati Uniti – non hanno ancora trovato un'intesa concreta, lasciando spazio a un clima di incertezza che alimenta speculazioni e timori.
Intanto, la retorica del Cremlino continua a oscillare tra apparenti aperture e provocazioni. Putin ha affermato di essere disposto a dialogare non solo con Washington, ma anche con gli alleati europei e i tradizionali partner della Russia, purché si accetti l'ipotesi di un governo ad interim. Un'eventualità che, però, equivarrebbe a un'imposizione politica, minando la sovranità ucraina e rischiando di aggravare ulteriormente una crisi già fuori controllo.




