Fang Cheng Bao, il marchio dei fuoristrada cambia pelle: debutta a Pechino la supercar Formula X da oltre 1.000 CV

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Pechino. Ci sono momenti, nelle strategie industriali, in cui un marchio decide di tradire la propria identità per non sparire nell’anonimato della nicchia. E questo è esattamente ciò che ha fatto Fang Cheng Bao, la creatura del colosso cinese BYD nata nel 2023 con una vocazione quasi esclusivamente off‑road, presentandosi al Salone dell’Auto di Pechino 2026 con una valigia piena di novità capaci di spiazzare anche gli analisti più attenti. Se fino a ieri questo brand era sinonimo di SUV squadrati e muscolosi, oggi – nel segno di una metamorfosi tanto radicale quanto necessaria per inseguire i margini del mercato premium – ha alzato il sipario sulla nuova famiglia "Formula". Una gamma che, come suggerisce il nome, sposta il baricentro dalla terra battuta all’asfalto rovente, e lo fa con un’aggressività stilistica e tecnica che non passa certo inosservata.

L’eredità del concept: così la X diventa realtà

La regina indiscussa di questa rivoluzione è la **Fang Cheng Bao Formula X**, una supercar elettrica aperta che incarna la quintessenza di questo cambio di rotta. Già nelle prime battute del Salone, gli addetti ai lavori hanno notato come la vettura non sia affatto un semplice "esercizio di stile" destinato a impolverarsi sui piattaforme girevoli, ma un progetto concreto destinato alla produzione di serie, confermata ormai in via ufficiale per il corso del 2027. La X affonda le sue radici nel concept Super 9 Speedster presentato l’anno precedente, riprendendone le linee fluenti ma irrigidendole con un carattere marcatamente più militare, come suggerisce la denominazione "battle cockpit" data all’abitacolo.

Dal punto di vista ingegneristico, questa due posti senza copertura sfodera un arsenale di soluzioni tecniche che la pongono ai vertici del segmento. Il vettura, caratterizzato da un assetto estremamente ribassato, è realizzato quasi interamente in fibra di carbonio – materiale nobile utilizzato sia per i pannelli esterni sia per il telaio monoscocca – con l’obiettivo di domare i pesi e ottimizzare le prestazioni. E di potenza, in questo caso, ce n’è fin troppa: sotto il cofano posteriore (o meglio, sotto quella pelle scolpita da 19 prese d’aria funzionali) si nasconde un powertrain a trazione integrale composto da ben tre motori elettrici. La potenza combinata, dicono i comunicati ufficiali del gruppo BYD, supera quota 1.000 CV, mentre la coppia tocca un picco di 1.000 Nm, valori da hypercar che la mettono idealmente in orbita intorno a concorrenti illustri, sebbene per ora la casa madre non abbia ancora divulgato i dati di accelerazione o velocità massima.

Look da predatore e tecnologia da jet

Esteticamente, la Formula X gioca la carta dell’aggressività senza mezzi termini. Il frontale è dominato dal sistema ottico denominato "Sharp Leopard Eye" (occhio di leopardo), un configurazione luminosa graffiante che dona al muso un’espressione predatoria, mentre le portiere – che si aprono a forbice – aggiungono quel tocco da theatre automobilistico che non guasta mai in una supercar. La parte posteriore, invece, è caratterizzata dai fanali "Infinite Ring" e da un complesso sistema aerodinamico attivo che comprende uno spoiler regolabile elettricamente e diffusori cavi posizionati subito dietro le ruote posteriori.

Salendo a bordo, l’esperienza promette di essere altrettanto immersiva: l’abitacolo elimina qualsiasi filtro tra il pilota e l’asfalto, con un design avvolgente che ricorda le cabine dei caccia militari. Si parla di sedili a guscio integrati, cinture a quattro punti e un volante retrattile che scompare quando non serve, ma a tenere banco è soprattutto la scelta stilistica di escludere qualsiasi copertura fissa, esponendo i passeggeri all’aria e al rombo (per quanto elettrico) della strizza. Non è ancora chiaro, va detto, se questa belva sarà una esclusiva per il mercato cinese o se arriverà a far paura anche sulle strade europee: BYD, per ora, mantiene il riserbo sui piani di esportazione, concentrandosi sul lancio interno previsto per il prossimo anno.

La serie S: la risposta cinese a Porsche Taycan

E non è finita qui. Perché la rivoluzione di Fang Cheng Bao non si esaurisce con la supercar a cielo aperto, ma si completa con il debutto delle berline ad alte prestazioni della serie S, una novità assoluta per un marchio che non aveva mai prodotto una classica tre volumi. Si tratta di tre varianti – la **Formula S**, la shooting brake **Formula S GT** e la più esclusiva **Formula SL** – tutte accomunate da una lunghezza che supera i cinque metri e un passo di 3.100 mm, dimensioni generose che le proiettano direttamente contro la concorrenza tedesca, a partire dalla Porsche Taycan.

Tutti e tre i modelli condividono la medesima piattaforma tecnica ad 800 volt, garanzia di ricariche rapide ed efficienza, e lo stesso powertrain a tre motori da circa 1.000 CV ereditato dalla sorella maggiore. A completare il quadro, troviamo il sistema di sospensioni magnetiche DiSus-M, sviluppato internamente da BYD, che promette di coniugare il comfort di crociera con la tenuta da pista richiesta da questi numeri. L’arrivo in concessionaria di queste tre berline, a differenza della X che richiederà un’attesa più lunga, è previsto per la fine del 2026, segnando di fatto l’ingresso ufficiale del brand nel segmento delle sportive elettriche di lusso.

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