Goggia, una sconfitta che vale la maglia di cristallo. Aicher trionfa nel superG di Tarvisio
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Redazione Sport
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Una fitta nevicata ha imbiancato la pista di Tarvisio, aggiungendo un ulterissimo elemento di difficoltà a una prova, il superG, che di per sé non ammette margine d'errore. In questo scenario, Sofia Goggia, attesa da un intero movimento per una reazione dopo le fatiche delle settimane precedenti, ha dato l'impressione di poter lottare per il podio nella prima parte della sua discesa, per poi veder svanire ogni ambizione nel lungo tratto centrale, più scorrevole e tecnico. È lì, in quel settore dove la capacità di mantenere la velocità senza forzare eccessivamente gli sci diventa determinante, che la sua prestazione ha perso mordente, condannandola a un tempo che, seppur onorevole, l'ha allontanata dalle primissime posizioni. La delusione per il sesto posto, che conferma un rapporto complicato con questo tracciato, è però stata immediatamente mitigata da un calcolo aritmetico inatteso, frutto delle circostanze della gara.
Il sorriso della tedesca e il podio delle esperte
A dominare la competizione, dimostrando una freddezza e una precisione fuori dall'ordinario, è stata la tedesca Emma Aicher, capace di siglare un tempo di 1'14"04 che si è rivelato insuperabile nonostante le condizioni proibitive. Alle sue spalle si sono piazzate due atlete il cui palmarès parla da solo, a testimonianza di come in certe giornate l'esperienza possa fare la differenza: l'americana Lindsey Vonn, che a distanza di anni continua a lottare per le posizioni di vertice, ha chiuso a soli ventisette centesimi, mentre la ceca Ester Ledecka, atleta poliedrica e sempre pericolosa su qualsiasi superficie, ha completato il podio a novantaquattro centesimi dalla vincitrice. Questo terzetto ha messo in mostra, ciascuna con le proprie caratteristiche, un approccio alla gara diverso ma ugualmente efficace, relegando le altre rivali a distanze che, in una disciplina misurata in centesimi, appaiono considerevoli.
La caduta che cambia le classifiche
Un episodio, in particolare, ha influenzato in modo decisivo l'esito della classifica di specialità. Pochi metri prima del traguardo, la neozelandese Alice Robinson, una delle candidate alla vittoria e fino a quel momento in eccellente forma, ha perso il controllo dopo un salto, andando incontro a una caduta spettacolare che l'ha vista scivolare oltre la linea d'arrivo praticamente in volo. L'episodio, per quanto di impatto visivo forte, non avrebbe avuto conseguenze fisiche di rilievo per l'atleta, ma ha avuto un effetto immediato sulla graduatoria di Coppa: i punti che le sfumarono di mano sono finiti, per una di quelle casualità che lo sport sa regalare, a vantaggio proprio di Sofia Goggia. La bergamasca, che fino a quel momento occupava la seconda piazza nella classifica della specialità, si è così ritrovata a indossare, seppur virtualmente, la maglia di leader, con un margine di dieci punti su Lindsey Vonn e di venti sulla stessa Robinson.
Il bilancio azzurro e lo scenario generale
Oltre al risultato di Goggia, il team italiano ha comunque fatto registrare altre presenze di livello, con Laura Pirovano che ha sfiorato il podio chiudendo in decima posizione e Roberta Melesi subito dietro di lei. Performance che, nel complesso, delineano un quadro di sostanziale competitività della squadra femminile in una disciplina così tecnica. Nel quadro d'insieme della Coppa del Mondo, il dominio di Mikaela Shiffrin nella classifica generale rimane un dato solido e incontestato, ma la lotta per i trofei di specialità, come dimostrato da questa giornata, si mantiene viva e imprevedibile. La nuova leadership di Goggia nel superG, pur arrivata in modo inatteso, apre ora un capitolo interessante per le gare a venire, dove sarà chiamata a difendere quel primato conquistato più con la costanza che con il trionfo in pista.




