Tarvisio, il superG incorona Aicher e regala a Goggia la maglia di leader

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sotto un cielo terso che incorniciava le pendici del monte Lussari, la pista di Tarvisio ha svelato, nel superG di Coppa del Mondo disputato domenica 18 gennaio, un nuovo volto dominante, quello di Emma Aicher. La giovane atleta tedesca, la cui carriera è costellata di promesse ormai concretizzate, ha firmato una gara di rara perfezione, conquistando la sua quarta affermazione in carriera e la seconda proprio nella disciplina veloce. Con un tempo di 1'14"04, Aicher ha dimostrato, a chi ancora nutriva dubbi, di possedere un talento che travalica la semplice scorrevolezza, innata in lei, per abbracciare una padronanza tecnica nei tratti più impegnativi del tracciato. Quando tutto combacia, come in questa occasione, la sensazione che trasmette è quella di un'ostacolo pressoché insormontabile per le avversarie, proiettandola come la velocista destinata a dettare legge nel prossimo ciclo agonistico. La sua polivalenza, del resto, è un dato di fatto: è attualmente l'unica in grado di competere ad altissimi livelli in quattro specialità, pur restando, per sua stessa ammissione, in fase di crescita nel gigante.

Il podio racconta una storia di talento e longevità

Alle sue spalle, il podio ha disegnato un quadro affascinante, che unisce l'emergenza alla leggenda consolidata. A ventisette centesimi si è piazzata, infatti, l'americana Lindsey Vonn, un pilastro dello sci alpino il cui ritorno ai massimi livelli, dopo battaglie fisiche che ne avevano messo in discussione il futuro, assume i contorni di una sfida vinta contro il tempo e gli acciacchi. Terza, a novantaquattro centesimi, la ceca Ester Ledecka, altro esempio straordinario di versatilità atletica, capace in questa fase della stagione di mettere momentaneamente in secondo piano lo snowboard alpino per dedicarsi con profitto agli sci. La loro presenza sul gradino più basso del podio non fa che confermare la qualità assoluta della prestazione di Aicher, capace di precedere due atlete di simile caratura.

Goggia e un rapporto complicato con la pista friulana

Lontana dalle luci del podio, ma non dal cuore della competizione, si è invece piazzata Sofia Goggia, sesta al traguardo. Per l'azzurra, il fine settimana in Friuli Venezia Giulia ha confermato un feeling altalenante con il tracciato di Tarvisio, sul quale fatica a esprimere la sua aggressività tipica. Un errore in fase di stacco da un salto e, soprattutto, un'interpretazione non ottimale del tratto centrale più scorrevole, dove ha perso decimi preziosi, ne hanno condizionato il rendimento. Un risultato che, se da un lato delinea un margine di miglioramento in una pista che non la esalta, dall'altro non ha impedito alla bergamasca di centrare un obiettivo collaterale ma di valore.

La classifica generale premia la costanza

Proprio quei punti guadagnati con il sesto posto, uniti alla caduta senza gravi conseguenze fisiche della neozelandese Alice Robinson – che era in procinto di concludere una potenziale gara da podio – hanno infatti prodotto un significativo scambio di posizioni nella graduatoria di specialità. Sofia Goggia, con duecento punti, ha agganciato la leadership, sopravanzando di dieci lunghezze la stessa Vonn e di venti la Robinson. Un primato che, al di là del risultato in gara, testimonia la sua straordinaria regolarità e la capacità di accumulare punti anche nelle giornate dove il podio appare sfuggente, mantenendosi saldamente nel gruppo delle pretendenti al globo di cristallo.

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