Tentata rapina a Lugano, convalidato l’arresto per i due estoni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La dinamica dell’accaduto, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato in una nota congiunta di Ministero pubblico e Polizia cantonale, vede i due indagati entrare nell’esercizio commerciale di corso Pestalozzi con l’intenzione di fingere un acquisto, un classico modus operandi per saggiare la presenza di personale e clienti prima di passare alla fase esecutiva del colpo. Una volta dentro, però, la situazione è degenerata rapidamente: ne è nata una colluttazione, una breve ma intensa lotta fisica che ha visto il coinvolgimento di alcuni dipendenti del negozio, i quali, opponendo resistenza, hanno di fatto impedito che la merce venisse asportata. I due malviventi, un cinquantenne e un cinquantacinquenne – quest’ultimo, in particolare, è risultato essere cittadino estone come il complice, e con lui residente in Estonia – non sono riusciti a portare a termine il loro intento e, probabilmente nel tentativo di sottrarsi a un accorrere di altre persone o al timore di un rapido intervento delle forze dell'ordine, si sono dati precipitosamente alla fuga a piedi.

La fuga e il fermo

L'allarme, scattato immediatamente, ha innescato un dispositivo di ricerca che ha mobilitato diverse pattuglie, non solo della Polizia cantonale e della Polizia Città di Lugano, ma anche agenti della Polizia Ceresio Sud e dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), a testimonianza della sinergia operativa tra i vari corpi di polizia nel territorio. I fuggitivi, infatti, non sono riusciti a spingersi lontano: sono stati rintracciati e bloccati a poca distanza dalla gioielleria dagli agenti della Polizia Città di Lugano, che li hanno fermati e identificati. Durante la colluttazione all'interno del negozio, i dipendenti avevano riportato alcune lievi ferite, per cui ai due arrestati, al termine degli accertamenti e dei verbali di interrogatorio, non è stata contestata solo la tentata rapina, ma anche i reati di coazione, lesioni semplici e vie di fatto.

Le ipotesi di reato e l'inchiesta in corso

La Procura pubblica, nella persona della Procuratrice pubblica Chiara Buzzi che coordina l'inchiesta, ha quindi convalidato il fermo, disponendo l'arresto formale per i due uomini. Le ipotesi di reato a loro carico, come detto, sono al momento quelle di tentata rapina in concorso, coazione e lesioni, un quadro accusatorio che potrà eventualmente essere integrato o modificato nel corso delle indagini, ancora in una fase preliminare e caratterizzate dalla necessaria riservatezza sugli atti istruttori. Al momento, non sono stati resi noti ulteriori particolari circa l'eventuale possesso di armi o strumenti atti allo scasso, né sulla loro eventuale presenza sul territorio svizzero al di fuori di questo episodio.

Un precedente in via Pessina

La tentata rapina in corso Pestalozzi riporta alla memoria un analogo episodio di cronaca giudiziaria che aveva scosso il centro di Lugano nel luglio di due anni fa, quando a essere presa di mira era stata un'altra gioielleria, questa volta specializzata nella vendita di orologi, situata in via Pessina. In quell'occasione, l'intervento di una pattuglia in bicicletta della Polizia Città di Lugano fu determinante per sventare il colpo, portando al fermo di tre malviventi, mentre un quarto complice, dopo una breve fuga a piedi, venne intercettato e bloccato nei pressi della Cattedrale. Sebbene si tratti di episodi distinti e con autori differenti, entrambi gli eventi dimostrano come il cuore della città, e in particolare le sue zone commerciali più frequentate, rimanga un obiettivo sensibile per la criminalità, nonostante l'efficacia dei sistemi di prevenzione e l'immediatezza della risposta delle forze dell'ordine.

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