Tragico frontale a San Possidonio, un bimbo perde la vita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel tardo pomeriggio di sabato 31 gennaio, mentre il giorno volgeva al termine, un boato improvviso ha squarciato la quiete della campagna attorno a San Possidonio, nella Bassa modenese. Due automobili, una Bmw 520 e un Suv Volkswagen Tiguan, si sono scontrate con violenza inaudita all'incrocio tra via Mazza e via Chiavica Mari, trasformando un ordinario momento di transito in una scena di strazio. La dinamica, ancora oggetto di accertamento da parte degli investigatori, sembrerebbe legata a una manovra di svolta effettuata dal Suv, che sarebbe venuto a collisione con la vettura procedente in senso opposto. L'impatto, secondo quanto emerge dalle prime e frammentarie ricostruzioni, è stato di una forza tale da proiettare entrambi i veicoli fuori sede stradale, facendoli finire nel fosso laterale.

Il bilancio di una tragedia annunciata

Dal groviglio di lamiere, che i soccorritori hanno faticato non poco a domare, è emerso subito il conto più amaro che la strada possa presentare. All'interno della Bmw, infatti, viaggiava un bambino di appena cinque anni, di origine cinese e residente nel paese con la sua famiglia. Per lui, nonostante gli immediati e disperati tentativi di rianimazione, non c'è stato nulla da fare: le ferite riportate sono state fatali, procurandone il decesso sul luogo del disastro. Accanto a lui, al posto di guida, il padre ha subito il medesimo, devastante urto, rimanendo però in vita seppur in condizioni gravissime. Trasportato d'urgenza all'ospedale di Baggiovara, l'uomo è stato ricoverato in terapia intensiva, dove i medici combattono per la sua sopravvivenza.

Le altre persone coinvolte nell'incidente

La tragedia, come spesso accade in simili frangenti, non ha risparmiato nessuno dei presenti. Nell'altra autovettura coinvolta, il Suv, viaggiavano due cittadini moldavi, i quali, sebbene abbiano evitato il peggio, non sono usciti indenni dallo schianto. Entrambi sono stati trasportati presso le strutture ospedaliere per le cure del caso, avendo riportato delle lesioni che, in via preliminare, non vengono considerate di carattere gravissimo. La loro testimonianza, unitamente a quella di eventuali altri testimoni e ai rilievi tecnici della Polizia Locale e dei Carabinieri, sarà fondamentale per ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi che ha portato alla sciagura.

Le indagini per fare luce sulla dinamica

Sul posto, oltre ai mezzi di soccorso, sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale dell'Unione della Commercio e del Sorbara e i Carabinieri della Compagnia di Mirandola, i quali hanno immediatamente avviato le procedure investigative di competenza. L'area dell'incidente è stata transennata e sottoposta a un attento esame perimetrale, volto a raccogliere ogni possibile elemento utile. Si procederà, com'è consuetudine in questi casi, all'acquisizione di eventuali filmati delle telecamere di sorveglianza situate nelle vicinanze, nonché a un'analisi scrupolosa dei segni lasciati sull'asfalto e dei danni riportati dai due veicoli, ormai destinati al sequestro probatorio. Determinante sarà anche valutare la velocità tenuta dalle auto al momento dell'impatto, circostanza che, stando a una prima ipotesi degli investigatori, potrebbe aver giocato un ruolo non marginale nella deflagrazione della collisione.

Il lavoro degli inquirenti, del resto, prosegue proprio mentre la macchina della giustizia inizia il suo corso, un iter che si annuncia lungo e doloroso, specie per i familiari della piccola vittima. La famiglia del bambino, già provata dall'immenso lutto, dovrà ora affrontare anche l'incertezza per le condizioni del padre, in un equilibrio precario tra la vita e la morte. Nel paese di San Possidonio, intanto, dove la notizia si è diffusa con rapidità, rimane un senso di sgomento e di incredulità per una perdita così giovane e assurda, che ha spento un'esistenza appena sbocciata in un normale sabato di fine gennaio.

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