Tragedia a San Possidonio, bimbo di cinque anni muore in uno schianto frontale
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Redazione Interno
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Un violento impatto tra due autovetture, verificatosi nel tardo pomeriggio di sabato 31 gennaio, ha stroncato la vita di un bambino di soli cinque anni, trasformando una via di San Possidonio, comune della Bassa modenese, nel teatro di una tragedia familiare. L’incidente, i cui dinamismi sono al vaglio degli investigatori, è avvenuto poco dopo le ore diciassette presso l’incrocio regolato da semafori tra via Mazza e via Chiavica Mari, zona non distante dal centro sportivo locale, dove la circolazione, in quel momento, non era particolarmente intensa. Lo schianto frontale, la cui violenza ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per il disincarro dei veicoli, ha immediatamente richiamato i soccorsi sanitari, che purtroppo non hanno potuto che constatare il decesso immediato del piccolo, originario della Cina e residente con i genitori nel paese emiliano.
Il quadro dei soccorsi e il ricovero del padre
Sul posto, oltre ai militari della polizia locale impegnati a dirigere il traffico e a preservare il luogo per i rilievi, sono giunte diverse ambulanze e l’elisoccorso, a testimonianza della gravità dell’evento. Mentre il del bambino veniva preso in consegna, i sanitari si sono concentrati sugli altri feriti, tre in totale, tutti trasportati d’urgenza all’ospedale civile di Baggiovara. In codice rosso, ovvero nelle condizioni più critiche, è stato accompagnato il padre del bambino, un uomo di 48 anni che era alla guida della Volkswagen Tiguan sulla quale viaggiava il figlio. Le sue condizioni, al momento del ricovero, sono state definite molto gravi dagli stessi operatori del 118, che ne hanno garantito il trasporto con massima priorità.
Le condizioni degli occupanti dell’altra vettura
Nella seconda autovettura coinvolta, una Bmw, si trovavano due uomini, entrambi di 42 anni e di nazionalità moldava. Questi, sebbene feriti, hanno riportato traumi di entità non paragonabile a quelli del conducente della vettura opposta, tanto da essere ricoverati in codice 2, una classificazione che indica condizioni non immediateamente pericolose per la vita. Le indagini, ora coordinate dalla procura competente, si concentreranno inevitabilmente sullo stato dei semafori al momento dell’impatto, sulla velocità sostenuta dai due mezzi e su ogni possibile elemento, tecnico o ambientale, che possa aver contribuito alla dinamica dello scontro. Gli investigatori, com’è prassi in casi del genere, acquisiranno ogni eventuale filmato delle telecamere di sorveglianza poste nelle vicinanze dell’incrocio.
Il percorso delle indagini dopo il fatto
La ricostruzione dei fatti, affidata agli agenti della polizia stradale, procederà parallelamente all’inchiesta penale avviata dal pubblico ministero, che valuterà gli eventuali profili di responsabilità. Una tragedia del genere, che priva una famiglia di un figlio in età prescolare e che lascia il padre in un delicatissimo stato di salute, porta con sé un profondo interrogativo sulle cause, spesso banali eppure fatali, che stanno alla base di simili incidenti. La località, un incrocio noto agli abitanti della zona, diventa per un giorno il simbolo di un lutto improvviso, mentre la macchina della giustizia inizia il suo lento lavoro per accertare, al di là di ogni ragionevole dubbio, come due traiettorie si siano incontrate in un punto di non ritorno.




