Veltroni critica Giorgetti sui "nuvoloni": "Parlare di rischi senza spiegare è molto grave"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La giornata politica si apre con un'immagine che fa discutere: il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti interviene alla Camera, ma l'Aula è quasi deserta. A pesare non è soltanto l'assenza di numerosi parlamentari, ma anche il contenuto delle parole pronunciate dal ministro sui rischi che attendono l'economia italiana.

Il richiamo ai "nuvoloni all'orizzonte"

A diMartedì, Walter Veltroni critica duramente la gestione della comunicazione da parte del titolare del Tesoro, soffermandosi sul riferimento ai «nuvoloni all'orizzonte», utilizzato da Giorgetti per descrivere uno scenario economico internazionale caratterizzato da forti incertezze. Secondo l'ex segretario del Pd, parlare di rischi senza poi fornire spiegazioni dettagliate su quali siano e su come affrontarli rappresenta un atteggiamento grave, perché lascia famiglie e imprese senza elementi concreti per orientarsi.

La metafora della navigazione

All'orizzonte ci sono i nuvoloni. E quando il cielo minaccia tempesta i marinai devono assicurarsi che la barca sia in buone condizioni. Ancora una volta Giancarlo Giorgetti usa la metafora dell'imbarcazione per indicare la rotta da seguire sui conti pubblici. Il ministro dell'Economia aveva già ricordato di aver rimesso il vascello Italia in galleggiamento. Adesso la struttura è solida per affrontare la bufera della navigazione in una congiuntura segnata da conflitti i cui venti gonfiano le vele dell'inflazione e mettendo a dura prova le finanze degli Stati.

Il via libera al piano per Bruxelles

Il programma dei conti da inviare a Bruxelles entro domani sera ottiene dal consiglio dei ministri un via libera sulla fiducia. Il timbro messo ieri dalla riunione di governo è indispensabile a far partire la macchina del Dpb, il Documento programmatico di bilancio da sottoporre all'esame della Commissione europea. Ma il passaggio è avaro di numeri. Le cifre cominceranno a prendere forma solo con l'invio effettivo del testo a Bruxelles e la sua pubblicazione.

L'Aula deserta e l'ironia del ministro

Silenzio, parla Giancarlo Giorgetti. È il giorno del Documento programmatico di finanza pubblica, dei vertici di governo e del Consiglio dei ministri sulla manovra. Ed è il giorno in cui il responsabile dei conti pubblici si alza in piedi poco dopo le 9 del mattino nell'Aula della Camera per confermare la rotta del governo nonostante le «nuvole all'orizzonte» e chiedere al Parlamento il via libera a uno scostamento di Bilancio di 28 miliardi. Ad ascoltarlo, però, ci sono soltanto cinque o sei deputati della maggioranza e poco più delle opposizioni.

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