Veltroni critica Giorgetti: «Parlare di nuvoloni senza spiegare è molto grave»
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Redazione Interno
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Walter Veltroni interviene a diMartedì e attacca la comunicazione del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, sul Documento programmatico di finanza pubblica. L'ex segretario del Partito Democratico si sofferma in particolare sulla metafora dei «nuvoloni all'orizzonte», usata dal titolare del Tesoro per descrivere lo scenario economico internazionale, e sostiene che limitarsi a evocare le nuvole senza chiarire cosa esse comportino per i conti pubblici sia «molto grave».
Una critica che arriva mentre il Parlamento discute lo scostamento di bilancio e la cornice della prossima manovra.
La metafora nautica del ministro e lo scostamento da 28 miliardi
Giorgetti, nel suo intervento alla Camera, aveva scelto l'immagine dell'imbarcazione per spiegare la linea del governo. «Quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta prima di uscire in mare aperto forse conviene assicurarsi delle condizioni dell'imbarcazione: è quello che abbiamo fatto», aveva detto, aggiungendo che la rotta intrapresa va confermata «in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all'orizzonte».
Il riferimento era alla richiesta di uno scostamento di bilancio da 28 miliardi di euro, autorizzato dal Consiglio dei ministri con un via libera sulla fiducia, per finanziare interventi su energia e difesa attraverso la clausola di salvaguardia nazionale prevista dal Patto di stabilità europeo. Il Documento programmatico di bilancio, da inviare a Bruxelles, è il passaggio propedeutico alla legge di Bilancio vera e propria, attesa in autunno.
La Camera quasi deserta durante la relazione
La relazione del ministro si è svolta davanti a un'Aula pressoché vuota. All'inizio dell'intervento erano presenti una dozzina di deputati, numero salito a una ventina nel corso della seduta, con una presenza particolarmente esigua sui banchi della maggioranza. Giorgetti ha accolto la scena con una battuta: «Buongiorno onorevoli colleghi presenti in Aula», ha esordito allargando le braccia. Poi, fuori dall'emiciclo, ha commentato: «Questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia».
Il voto sullo scostamento era stato calendarizzato di martedì proprio per favorire le presenze, dopo che i parlamentari avevano manifestato contrarietà a un rientro immediato dopo il fine settimana.
Il nodo delle risorse e il pacchetto entrate
Sul piano dei contenuti, il quadro delineato dal ministro resta avaro di cifre definitive. La manovra in preparazione, secondo quanto emerso, si fonda su risorse limitate: circa 14 miliardi dovrebbero arrivare dall'Europa attraverso la clausola di salvaguardia, mentre altre entrate sarebbero attese da un contributo richiesto alle banche e da interventi su giochi e sigarette, per un pacchetto complessivo che nelle intenzioni del governo dovrebbe attestarsi intorno ai 5 miliardi.
Lo scostamento autorizzato dal Parlamento ammonta a 28 miliardi, ma solo una parte verrà utilizzata immediatamente nella legge di Bilancio: 7 miliardi per investimenti green e 7 per impegni militari.
La rotta confermata e l'uscita dalla procedura Ue
Giorgetti ha ribadito che l'obiettivo resta il rispetto del sentiero di consolidamento della finanza pubblica e dei target fissati dalla nuova governance europea. «Questa rotta riteniamo di doverla confermare», ha detto, indicando la possibilità di uscire dalla procedura per deficit eccessivo la prossima primavera se le condizioni lo consentiranno.
La richiesta di scostamento è stata definita dal ministro «un passo consapevole di deviazione rispetto alla linea di prudenza», necessaria per garantire sostegno a famiglie e imprese colpite dal caro energia e dall'inflazione, con misure «selettive e temporanee». Il Parlamento ha poi approvato la risoluzione di maggioranza con 219 voti favorevoli e 110 contrari alla Camera.
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