Sondaggi politici, il centrosinistra recupera terreno sul centrodestra (senza Vannacci che cresce). E l’affluenza potenziale sale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il quadro politico italiano, a distanza di settimane dalla tornata referendaria che ha visto trionfare il fronte del “No”, continua a mostrare segni di una mobilitazione inaspettata. Gli ultimi rilevamenti demoscopici, infatti, non si limitano a certificare un avvicinamento tra i due principali schieramenti – un dato, quest’ultimo, che di per sé varrebbe la pena di essere analizzato – ma registrano un fenomeno forse ancor più significativo sul medio periodo: cresce, seppur in modo graduale, la quota di elettori che dichiara la propria intenzione a recarsi alle urne. Un’inversione di tendenza, quella della partecipazione potenziale, che da sola ridisegna i margini di manovra delle segreterie.

Il sorpasso tecnico secondo Only Numbers

Proprio per comprendere l’entità dello spostamento in atto, vale la pena di osservare l’ultima rilevazione diffusa da Only Numbers, condotta tra il 30 e il 31 marzo. Questa fotografia restituisce un passaggio simbolicamente importante: il centrosinistra, nelle intenzioni di voto, raggiunge il 45,6%, superando di sette decimi il centrodestra, che si attesta al 44,9%. Un sorpasso, certo, ancora dentro il margine di errore statistico, ma che conferma un trend iniziato nei giorni successivi al voto costituzionale. Senza contare, va detto, l’effetto prodotto dalle difficoltà che hanno investito l’esecutivo.

Fratelli d’Italia paga il conto, alleati reggono l’urto

Tra le forze della maggioranza, è Fratelli d’Italia a subire il contraccolpo più pesante. Il partito della presidente del Consiglio, infatti, appare in calo netto: gli analisti lo ricondicono a una combinazione di fattori difficilmente scindibili. Da un lato la sconfitta schiacciante al referendum, che ha privato la leadership di quella sponda istituzionale su cui contava; dall’altro i capitomboli giudiziari e politici di alcuni suoi esponenti (dimissioni e inchieste, senza entrare nei dettagli) che hanno alimentato un senso di logoramento. A completare il quadro, il caro carburanti – conseguenza diretta del conflitto Usa-Iran e delle tensioni sulle rotte marittime – che grava sui distributori e, in maniera altrettanto tangibile, sugli aeroporti. Lega e Forza Italia, invece, sembrano non risentire della stessa pressione, conservando sostanzialmente i propri consensi.

Un testa a testa senza effetto Vannacci

A rendere ancora più interessante lo scenario, l’assenza di un effetto trainante legato alla figura del generale Vannacci, la cui crescita – contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare – non viene qui registrata come fattore di traino per l’area di centrodestra. Anzi, proprio l’evoluzione dei sondaggi restituisce l’immagine di un centrosinistra che avanza senza che l’avversario possa contare su una controffensiva numerica significativa. Se si esclude, per l’appunto, la tenuta dei partiti alleati minori, il duello politico si riassume in un sostanziale testa a testa: il centrosinistra oggi sarebbe comunque in grado di contendere punto su punto la vittoria, approfittando di una frattura interna alla coalizione di governo che appare, al momento, più percepita che reale.

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