Notre-Dame accoglie nuovamente i visitatori
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Redazione Esteri
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Nella mia giovinezza, quando frequentavo e sostavo sovente a Parigi nel quartiere latino, vivevo l’impulso impellente di andare nella cattedrale di Notre-Dame. Amavo contemplare il suo ergersi sull’Île-de-France, le sue torri, la guglia e l’abside. Passeggiavo sul sagrato e quando mi rifugiavo al suo interno trovavo antri silenziosi in cui pregare. Notre-Dame era per tutti noi un simbolo della fede e della speranza.
Oggi, dopo anni di restauri e ricostruzioni, la cattedrale di Notre-Dame è stata finalmente restituita al popolo di Dio. È attraverso il raro e antico rito dell'unzione con il crisma che l'arcivescovo di Parigi, Laurent Ulrich, ha consacrato l’altare maggiore della cattedrale durante la Messa inaugurale dell'8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione. Spargendo l’olio santo sul raffinato altare di bronzo, prima di incensare l'assemblea, il presule ha consacrato così il luogo più centrale della cattedrale, essendo il precedente altare andato distrutto nel fuoco.
La prima Messa a Notre-Dame, dopo il devastante incendio, ha visto la cattedrale stracolma per la celebrazione della solennità dell'Immacolata. Ulrich ha sottolineato: «Con quanto amore circonderemo quest’altare, segno del Cristo! Non è certo un oggetto magico, ma uno strumento». Nei giorni in cui a Parigi si riaprono le porte della cattedrale di Notre-Dame, il vescovo Francesco Beschi ha voluto ispirare la sua omelia, nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, a questo evento che «porta con sé non tanto una riconsegna alla capitale francese di un gioiello architettonico, ma soprattutto il respiro della fede e della speranza».
Parole che il Vescovo ha pronunciato nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta, da lui definita come “stupenda Basilica, Notre-Dame della città di Bergamo, pervasa dalla bellezza, dal silenzio e dalla grazia che per Maria è stata dono generativo di vita».




