Maxi frode sui fondi: arresti e inchieste in corso
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Redazione Interno
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Maurizio Ponzoni, imprenditore legnanese, è uno dei protagonisti delle vicende che coinvolgono Banca Progetto, istituto di credito al centro di due inchieste parallele condotte dalle procure di Monza e Brescia. Le indagini hanno portato alla luce una maxi truffa da 14 milioni di euro, orchestrata attraverso pratiche di finanziamento concesse a società riconducibili alla criminalità organizzata. Ponzoni, intercettato, ha dichiarato che se la banca avesse conosciuto il suo nome, avrebbe evitato di concedere i finanziamenti.
Le operazioni di finanza creativa, che includevano la creazione di società fittizie e l'emissione di fatture false, erano finalizzate a ingannare i verificatori delle banche. Gli arrestati, tra cui Marco Savio, agente monomandatario di Banca Progetto, mettevano in scena un vero e proprio "cinema" per convincere gli ispettori della validità delle loro richieste di finanziamento. Le società venivano "montate" prima dell'arrivo degli ispettori, con insegne nuove, macchinari e operai assoldati come figuranti.
Savio, già agli arresti domiciliari per una prima indagine, è stato incarcerato per la seconda. Le misure cautelari emesse dal gip di Brescia sono tre, mentre quelle firmate dal gip di Monza sono diciannove. L'organizzazione, composta da professionisti e faccendieri, ha sfruttato il Fondo di garanzia gestito da Mediocredito Centrale spa per ottenere i finanziamenti garantiti dallo Stato.
Le inchieste, che hanno portato alla scoperta di una truffa milionaria, continuano a svelare nuovi dettagli sulle operazioni illecite condotte dagli arrestati.




