Autonomia differenziata in Italia, sindaci del sud protestano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La legge sull'autonomia differenziata è approdata in Aula al Senato, suscitando la protesta di cento sindaci del Sud Italia. Questi, in gran parte appartenenti al centrosinistra e al M5S, hanno aderito ad un appello proveniente dai senatori dei loro territori, annunciando la protesta davanti alle prefetture contro la riforma.
Sindaci in prima linea
In Basilicata, circa 60 sindaci su 131 hanno aderito all'appello, a cominciare dal primo cittadino di Matera, Domenico Bennardi, del M5S. Tra i firmatari del documento, figurano anche Maria Aida Episcopo, sindaca di Foggia, Franz Caruso, sindaco di Cosenza, l’ex senatore Ernesto Magorno (Iv), primo cittadino di Diamante, Vincenzo Voce e Nicola Fiorita, rispettivamente sindaco di Crotone e di Catanzaro.
Appello delle organizzazioni dell'istruzione
La FLC CGIL, insieme ad altre organizzazioni rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca, ha inviato un appello alle Senatrici e ai Senatori della Repubblica, chiedendo di tenere la scuola fuori dal processo di regionalizzazione avviato dal Governo.
Il dibattito in Senato
Il dibattito parlamentare sull'autonomia differenziata entra in una fase cruciale con l’arrivo del disegno di legge Calderoli in Senato. La discussione in aula a Palazzo Madama si preannuncia intensa, con circa 400 emendamenti presentati, inclusi quelli dalle opposizioni. Anche il partito di Fratelli d’Italia, guidato dalla premier Giorgia Meloni, ha proposto alcune modifiche al testo originario.




