Scontri e sangue a Savigliano, due vite spezzate nello schianto tra una jeep e un camion
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Redazione Interno
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Un boato rompe il silenzio della campagna lungo la provinciale 156, quella striscia d’asfalto che unisce Savigliano a Costigliole Saluzzo, e lascia sul selciato, insieme ai rottami e all’orrore, due esistenze finite troppo presto. È lì, a due passi dal santuario della Madonna della Sanità, che ieri pomeriggio si è consumata l’ennesima tragedia della strada, una di quelle che, purtroppo, sembrano scrivere con troppa frequenza la cronaca della cosiddetta Granda. A scontrarsi, in un impatto di una violenza inaudita che ha solcato la carreggiata, un camion e una Jeep Avenger scura, la cui carcassa, ridotta a un ammasso informe di lamiere, racconta più di ogni parola la furia dello schianto.
La dinamica dell'impatto e il soccorso immediato
La dinamica, sebbene i rilievi dei carabinieri siano ancora in corso per accertarne le precise cause, appare quella classica e terribile dello scontro frontale: la Jeep, che procedeva in una direzione, e il mezzo pesante, che marciava nella opposta, si sono trovati uniti in un abbraccio mortale, il cui esito non poteva che essere devastante. Qualcuno, tra i primi ad accorrere, ha descritto una scena apocalittica, con l’autocarro, il cui abitacolo appariva completamente accartocciato, finito in un fosso laterale, mentre del Suv non restava praticamente nulla dalla parte anteriore al posteriore. Sul posto, oltre ai militari dell’Arma, sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco per le operazioni di estrattazione e le ambulanze del 118, coordinate dalla centrale operativa di Cuneo, le quali hanno dovuto constatare, purtroppo, la morte immediata di due dei giovani occupanti dell’autovettura.
Le vittime e il conto dei feriti
Le due vittime, come appurato dalle prime indagini, sono due ragazzi di appena vent’anni, entrambi di nazionalità albanese, che viaggiavano sulla Jeep insieme a un terzo amico, anch’egli giovane e loro connazionale. Quest’ultimo, estratto dalle lamiere grazie al lavoro dei soccorritori, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Savigliano in codice giallo, una condizione che, pur indicando un grave politrauma, non implica un pericolo imminente per la vita. A bordo del camion, invece, si trovavano un uomo e una donna, residenti a Costigliole, i quali hanno riportato ferite di vario tipo e sono stati a loro volta ricoverati: l’uomo, di 58 anni, è stato portato al Santa Croce di Cuneo, mentre la donna è stata condotta nella struttura sanitaria di Savigliano. Il loro stato di salute, al momento, non desta eccessiva preoccupazione, ma rimangono sotto osservazione.
Il contesto di un territorio segnato dal dolore
L’incidente di ieri pomeriggio, che ha riempito ancora una volta le pagine della cronaca locale di lutti e di feriti, non è un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto territoriale dove il bilancio degli incidenti stradali mortali, specialmente da inizio anno, continua a essere insostenibilmente alto. Quello di Savigliano rappresenta, infatti, l’ultimo di una lunga e drammatica serie di sinistri che hanno portato via, solo nel 2026, già diverse vite, confermando una tendenza che le forze dell’ordine e le istituzioni locali faticano a invertire nonostante le campagne di sensibilizzazione. Le strade di questa provincia, spesso trafficate e con tratti insidiosi, si trasformano troppo spesso in trappole letali, teatro di distruzione che lascia famiglie spezzate e interi gruppi di amici segnati per sempre, come probabilmente accadrà ai superstiti di questo schianto.




