Salvini vede la famiglia nel bosco e la perizia parla di “genitori inadeguati”
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Redazione Interno
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La trasferta abruzzese del vicepremier, consumatasi nel silenzio delle colline intorno a Palmoli davanti a un casolare nascosto tra gli alberi, ha riacceso i riflettori su una vicenda giudiziaria che non accenna a chiudersi. Matteo Salvini, dopo aver bollato in più occasioni il caso come “violenza istituzionale da brividi”, ha incontrato i coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham nel momento meno opportuno per la coppia: se da un lato il politico offriva solidarietà politica e una sponda pubblica, dall’altro la magistratura minorile depositava una consulenza tecnica che definisce inadeguate le loro capacità genitoriali. L’incontro, durato circa un’ora e svoltosi alla presenza del primo cittadino, ha visto Salvini ascoltare le loro ragioni e promettere – nei limiti del suo ruolo – un sostegno concreto, anche se la legge vieta al governo di interferire nelle decisioni dei giudici.
Un incontro voluto e una perizia che scolora le speranze
Mentre il leader della Lega parlava di “genitori innamorati, colti e generosi”, la psichiatra Simona Ceccoli, nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, consegnava una relazione che descrive un quadro psicologico ben diverso. I tre fratellini, lontani dalla madre da oltre un mese (in seguito a un ulteriore provvedimento che l’ha separata anche dalla struttura protetta di Vasto), mostrerebbero “un’immaturità neuropsicologica” evidente; i genitori verrebbero percepiti dai figli come figure immature, paragonabili a bambini di dieci anni. Questa valutazione, se confermata nei prossimi gradi del procedimento, rischia di allontanare per molto tempo la prospettiva di un ricongiungimento. La coppia anglo-australiana, che pure aveva ottemperato alle richieste del tribunale riguardo la casa, l’istruzione domiciliare e le cure pediatriche, vede così infranta la fiducia nella rapida riunificazione del nucleo.
La polemica politica e lo scontro con la magistratura minorile
“Io mi vergogno”, ha commentato Salvini al termine del sopralluogo, aggiungendo che quei bambini “dopo cinque mesi di reclusione stanno sicuramente peggio di prima”. Il riferimento è al periodo trascorso dai tre minori nella comunità educativa di Vasto, una condizione che il vicepremier definisce come un’autentica detenzione. Dimenticando il contesto giudiziario, il rappresentante dell’esecutivo ha voluto scagliarsi contro l’inerzia del sistema: “Non serve una perizia psichiatrica per capire che stanno male”. Dall’altra parte, i consulenti di parte hanno già annunciato battaglia contro la relazione Ceccoli, definita “unilaterale e ancorata a bibliografie superate”; un confronto che si preannuncia aspro e che il tribunale dovrà dirimere nelle prossime udienze, ascoltando anche le controdeduzioni degli esperti della difesa.
Un’ombra sul futuro dei bambini e la reazione del legale
Senza voler guardare oltre, è chiaro come questo nuovo atto processuale complichi la vita a Nathan e Catherine. Se all’inizio della vicenda i sospetti dei servizi sociali ricadevano sulle precarie condizioni igieniche del casolare (senza acqua né elettricità), oggi il focus si è spostato sulla sfera psicologica e relazionale. “Hanno sistemato tutto ciò che era stato contestato”, aveva dichiarato poco prima l’avvocato della coppia, sottolineando l’ingiustizia del protrarsi dell’allontanamento. Tuttavia, il dettato del tribunale è severo: la priorità è la tutela dei minori, anche a costo di ferire la sensibilità dei genitori. Salvini, che nella stessa giornata aveva definito la situazione “un caso di violenza istituzionale raccapricciante”, promette di seguire la vicenda in Parlamento, sebbene nessuna iniziativa politica possa modificare il corso di una perizia già depositata e contestabile solo per via legale.




