Rottamazione cartelle esattoriali e discarico automatico: le novità in arrivo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il deputato della Lega e presidente della commissione Attività produttive, Alberto Gusmeroli, ha annunciato che il governo sta lavorando a un nuovo intervento sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, misura che considera cruciale all’interno del più ampio cantiere della prossima manovra economica. "La pressione fiscale è elevata", ha dichiarato a Tgcom24, sottolineando come l’obiettivo sia fornire un aiuto concreto a coloro che, pur non essendo evasori, non sono riusciti a far fronte ai propri obblighi tributari. L’iniziativa, che si propone di sanare i debiti del passato consentendo al contempo di pagare regolarmente le imposte correnti, si configurerebbe come una rateizzazione a lungo termine, diversa – secondo Gusmeroli – da tutte quelle sperimentate in precedenza.

Il discarico automatico delle cartelle nel 2026

Parallelamente a questo progetto, un altro importante cambiamento è già stato definito e attenderà il primo gennaio 2026 per entrare in vigore: il discarico automatico delle cartelle esattoriali, parte integrante della riforma del sistema di riscossione. Tale meccanismo, che rappresenta una novità assoluta, prevede che le cartelle, dopo anni di infruttuosi tentativi di recupero da parte degli enti creditori, vengano considerate non più attive. Questa procedura automatica, di cui si discuteva da tempo, segna una discontinuità netta con il passato, ridefinendo i tempi e le modalità con cui la pubblica amministrazione gestisce i crediti di dubbia esigibilità.

I dettagli della nuova rateizzazione

Per quanto riguarda la cosiddetta rottamazione quinquies, il provvedimento che dovrebbe essere inserito nella prossima legge di Bilancio, le trattative in corso al ministero dell’Economia stanno delineando una struttura operativa più contenuta rispetto alle prime intenzioni. L’idea iniziale, avanzata dalla Lega, prevedeva una rateizzazione fino a 120 mensilità, con un arco temporale di dieci anni per il completo rientro; una proposta che, tuttavia, ha subito una significativa frenata. L’attuale impostazione, infatti, riduce la platea delle rate a novantasei, corrispondenti a un periodo di otto anni, e introduce una soglia minima di cinquanta euro per ciascuna rata, al di sotto della quale non sarà possibile scendere, al fine di prevenire possibili criticità per le entrate erariali.

Un quadro normativo in evoluzione

La distinzione tra le due procedure – la rateizzazione ancora in fase di definizione e il discarico automatico già calendarizzato – è fondamentale per inquadrare un quadro normativo in evoluzione. Mentre il discarico agirà su un patrimonio di crediti ormai stagnanti, la nuova rottamazione si proporrà come uno strumento attivo di soluzione per i contribuenti in difficoltà. Per il 2025, del resto, non è stata approvata alcuna sanatoria straordinaria, il che lascia intendere che ogni eventuale misura debba attendere il 2026 per essere operativa, trovando probabilmente spazio proprio nel testo della legge di Bilancio.

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