Rottamazione quinquies, il tasso scende al 3%: alleggeriti gli oneri per le rate delle cartelle
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Redazione Economia
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Nel complesso iter di approvazione della legge di Bilancio 2026, un emendamento governativo riformulato in Commissione al Senato ha apportato una modifica sostanziale alla cosiddetta rottamazione quinquies, lo strumento che consente la rateizzazione dei debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il testo, infatti, ha abbassato dal 4% al 3% annuo il tasso di interesse applicato sulle rate del piano di pagamento, un aggiustamento che, seppure non riporti la misura al livello particolarmente agevolato della precedente edizione, detta rottamazione quater dove gli interessi erano fermi al 2%, determina comunque un concreto alleggerimento degli oneri per i contribuenti che vi aderiranno.
Il meccanismo della rateizzazione e le altre novità fiscali
Il provvedimento, il cui impianto generale resta confermato, prevede la possibilità di dilazionare il pagamento delle cartelle per un periodo massimo di nove anni, corrispondenti a cinquantaquattro rate mensili il cui importo minimo è fissato a cento euro. La correzione al ribasso del tasso di interesse, decisa durante l’esame in Commissione Bilancio, rappresenta l’intervento più significativo in materia di fiscalità, ma non è l’unico. Parallelamente, il governo ha operato una razionalizzazione degli obblighi per le imprese relativi all’iscrizione al Registro Elettronico per la Tracciabilità dei Rifiuti, il RENTRI, semplificandone le procedure di adempimento.
Investimenti e pagamenti della Pubblica Amministrazione
Oltre ai fronti della riscossione e della tracciabilità ambientale, il pacchetto di emendamenti introduce correttivi in aree economiche sensibili. Viene rifinanziato, ad esempio, il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0, una misura cruciale per sostenere l’ammodernamento tecnologico del tessuto produttivo nazionale in un contesto di transizione digitale. Un altro intervento, poi, riguarda da vicino i professionisti che operano con la Pubblica Amministrazione, modificando le norme che regolano i pagamenti degli enti pubblici verso quei soggetti che presentino, a loro volta, delle pendenze o dei debiti accertati verso l’erario.
Un quadro di interventi articolato
L’insieme di queste disposizioni, pertanto, delinea un quadro di interventi piuttosto articolato che la Manovra di bilancio 2026 intende portare a compimento. Se la riduzione degli interessi sulla rottamazione costituisce l’elemento di maggior immediatezza per i cittadini debitori, le altre misure coinvolgono direttamente le dinamiche aziendali, dalla gestione amministrativa degli scarti di produzione agli incentivi per macchinari all’avanguardia, fino ai delicati rapporti economici tra liberi professionisti e Stato. Si tratta, nel loro complesso, di aggiustamenti normativi che mirano a fluidificare sia i rapporti tra fisco e contribuente sia alcune procedure operative per le imprese.




