Manovra, alleggerita la rottamazione quinquies a rate: tasso di interesse al 3%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel complesso iter parlamentare della legge di Bilancio per il 2026, il governo è intervenuto per riformulare, rendendolo più vantaggioso, un emendamento presentato dalla Lega in materia di rottamazione quinquies. La misura, che consente la rateizzazione dei debiti con le agenzie di riscossione, subisce infatti un alleggerimento degli oneri finanziari, sebbene non nella misura originariamente ipotizzata. La proposta iniziale, che prevedeva un abbattimento del tasso di interesse applicato sulle rate dal 4%, fissato in Consiglio dei ministri, al 2%, è stata infatti rielaborata dall'esecutivo che ha trovato un punto di mediazione definitivo al 3% annuo.

Una correzione di rotta sui costi della dilazione

Questa modifica, seppure intermedia, rappresenta un chiaro segnale di ascolto delle istanze parlamentari e implica un costo minore per i contribuenti che decideranno di aderire allo strumento, optando per il pagamento dilazionato anziché per la soluzione in un'unica soluzione. Va tuttavia osservato come, nonostante la riduzione, il tasso rimanga superiore a quello applicato nella precedente edizione dello strumento, la cosiddetta rottamazione quater, che era stata calibrata all'2%. Il provvedimento, dunque, alleggerisce l'onere per il debitore senza arrivare ai livelli della passata tornata, in un bilanciamento tra le esigenze di gettito e quelle di sostegno alla solvibilità.

Il quadro più ampio degli interventi in Finanziaria

La ridefinizione della rottamazione quinquies si inserisce in un pacchetto più ampio di emendamenti riformulati che il governo sta portando avanti nell'ambito della Manovra. Tali interventi toccano, in modo coordinato, diversi ambiti cruciali per l'economia, puntando da un lato a gestire le situazioni di debito pregresso e dall'altro a iniettare liquidità nel sistema produttivo. Oltre alla misura sulle cartelle, sono infatti in via di definizione il rifinanziamento del credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0, volto a sostenere l'innovazione tecnologica delle imprese, e una revisione delle norme che regolano i pagamenti della pubblica amministrazione verso quei professionisti che presentino delle pendenze fiscali.

Obiettivi e limiti di una strategia articolata

La strategia legislativa, nel suo insieme, disegna un percorso a due binari: da una parte si offre una via ordinata, seppur non indolore, per sanare posizioni debitorie consolidate, come nel caso delle cartelle esattoriali; dall'altra si cerca di prevenire l'insorgenza di nuovi criticità finanziarie per aziende e liberi professionisti, garantendo strumenti di investimento e un più fluido rapporto economico con la Pa. L'obiettivo dichiarato è quello di combinare recupero di efficienza nella riscossione con politiche di sostegno alla crescita e alla modernizzazione, in un contesto economico che richiede interventi multipli e simultanei per stabilizzare la situazione dei conti privati e pubblici.

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