Cagliari-Milan, la moviola in diretta: il tocco di mano di Zappa non è punibile
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Redazione Sport
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L'anticipo del venerdì che ha inaugurato, nel segno di un pareggio a reti inviolate, il girone di ritorno del campionato di Serie A, è stato amministrato dall'arbitro Rosario Abisso della sezione di Palermo, la cui direzione di gara è finita sotto la consueta lente d'ingrandimento della moviola per alcuni episodi salienti. La partita, trasmessa in esclusiva sulle piattaforme Sky e in streaming su Now, ha visto il Milan di mister Allegri – che ha scelto di schierare dalla prima Bartesaghi in difesa, con Estupiñan a sinistra e Loftus-Cheek a supporto dell'unica punta Leao – confrontarsi con un Cagliari aggressivo, il cui tecnico Fabio Pisacane ha optato per la coppia d'attacco formata da Esposito e Kilinçsoy, lanciando Adopo a centrocampo.
L'episodio più discusso al 17' del primo tempo
La prima e più significativa questione interpretativa, che ha inevitabilmente acceso il dibattito tecnico, è emersa dopo un quarto d'ora di gioco. Nel tentativo, all'altezza del limite dell'area, di contrastare Rabiot – uno dei piloti del centrocampo rossonero insieme a Modric e Fofana – il difensore sardo Zappa, in precario equilibrio dopo un rinvio di sinistro, ha toccato il pallone con il braccio destro, che appariva distanziato dal. La valutazione dell'arbitro Abisso, confermata poi dall'analisi video, è stata di non intervenire, giudicando il contatto non punibile. La decisione, che ha suscitato reazioni contrastanti in campo, si è basata sulla giustapposizione di due elementi: la posizione del braccio, considerata conseguenza naturale del movimento del corpo nell'azione di contrasto, e, aspetto determinante, la presenza di un fuorigioco di un attaccante milanese nella fase immediatamente precedente al fatto, il quale ha di fatto annullato la potenziale situazione di pericolo.
Il contesto tattico e le scelte delle due squadre
L'episodio, per quanto rilevante, non ha alterato l'equilibrio di una partita giocata con ritmi sostenuti, soprattutto nel primo tempo, durante il quale le due formazioni hanno cercato di imporre il proprio gioco senza però trovare il vantaggio. Il Cagliari, schierato con il 3-5-2, ha provato a sfruttare le verticalizzazioni per i suoi attaccanti, mentre il Milan, con il suo 3-5-1-1, ha controllato maggiormente il centrocampo, affidandosi alla qualità dei suoi interpreti per creare occasioni. Delle quali, tuttavia, non è mai riuscito a concretizzarne alcuna di realmente pericolosa per Caprile, il portiere di casa, così come Maignan è rimasto quasi spettatore per gran parte della sfida.
Un pareggio che riflette la sostanza del match
Il risultato finale di 0-0, del resto, costituisce un esito fotografico fedele della contesa, caratterizzata più da intensità e lotta che da vera e propria fantasia nelle zone decisive del campo. La discussione arbitrale, concentratasi pressoché esclusivamente sull'azione di Zappa, non ha avuto altri capitoli di rilievo nel corso della serata, lasciando che il gioco e le scelte tattiche dei due allenatori – con Allegri che ha affrontato la sua ex squadra senza particolari acrimonie – rimanessero al centro dell'attenzione. Una partita, in definitiva, che si chiude con un punto ciascuno, riflesso di un equilibrio di forze e di giudizi che dalla terra di gioco si è esteso, per un attimo, alla stanza del VAR.




