La vita nei boschi d'Abruzzo e il caso dei bambini allontanati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tra i faggi e i querceti che ammantano le colline di Palmoli, Tufilo e San Buono, un fenomeno sociale silenzioso ha preso forma negli ultimi anni, attirando una sessantina di persone, molte delle quali con prole, che hanno scelto di abbandonare i ritmi urbani per un'esistenza più vicina alla terra. Costoro, che qualcuno definisce "neorurali", coltivano piccoli appezzamenti e discutono, tra le altre cose, di modelli sociali pre-moderni, costruendo una rete informale di circa trenta nuclei familiari. Una di queste famiglie, quella formata da Catherine Birmingham e Nathan Trevillion, è finita al centro di un procedimento giudiziario che ha portato all'allontanamento dei loro tre figli, trasferiti in una struttura a Vasto per decisione del tribunale dei minori dell'Aquila, il quale ha sospeso la potestà genitoriale.

Le voci dei genitori e la vita nel bosco

Catherine Birmingham, attraverso le brevi finestre di colloquio concessele durante la giornata, descrive ai giornali lo stato d'animo dei figli, che lei percepisce come profondamente turbati. "Li vedo euforici in modo strano, ed è l'ansia che parla", ha affermato, aggiungendo di notare in loro una tristezza palpabile e un forte desiderio di ricostituire il nucleo familiare. Il marito, Nathan Trevallion, ha espresso a sua volta un dolore profondo, definendosi "distrutto" dall'accaduto. La coppia, che viveva in un rudere nel bosco, aveva optato per l'*unschooling*, un approccio educativo non strutturato che, a loro dire, mira a connettersi con la parte destra del cervello e a fornire un'educazione naturale, lontana dal sistema scolastico tradizionale.

I contenuti della relazione giudiziaria

La decisione dell'autorità giudiziaria si basa su una relazione che delinea, con toni critici, le condizioni di vita dei minori. Il documento, che sarà inviato al ministro della Giustizia, menziona l'instabilità dell'abitazione, descritta come precaria, e rileva una scarsa igiene, elementi che hanno contribuito a determinare una situazione di pregiudizio per i bambini. Alla carenza di comfort materiali, la relazione associa una mancata socializzazione adeguata, oltre a problematiche nei rapporti con i servizi sociali, ai quali sarebbe stato negato l'accesso alla dimora, circostanza che ha impedito un monitoraggio continuo della situazione.

Il contesto e le posizioni del movimento neorurale

Sebbene il caso della famiglia Birmingham-Trevallion abbia catalizzato l'attenzione dei media, esso non rappresenta un episodio isolato, bensì una delle espressioni di un movimento più ampio. I componenti di questo gruppo, che si sono insediati nell'entroterra abruzzese, tendono a sottolineare come la loro scelta di vita non miri a impartire lezioni a nessuno, ma sia semplicemente una risposta al desiderio di un'esistenza differente. Pur condividendo riflessioni sulle tribù pre-moderne, che alcuni di loro studiano, non si configurano come una comunità chiusa, ma piuttosto come un insieme di famiglie che perseguono autonomamente i propri ideali di ruralità.

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