Tyra Grant, la prima volta a Wimbledon è da urlo: “Sognavo questo momento. Ora voglio Roma e vincere tanti Slam”
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Redazione Sport
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L'All England Club non è un campo da tennis qualunque, e il campo numero 3, per quanto non sia il Centre Court, conserva comunque un'atmosfera che mette i brividi a qualsiasi giocatore, figuriamoci a una debuttante. Eppure Tyra Grant, 18 anni, romana di nascita ma con un pedigree sportivo internazionale, non ha mostrato alcun segno di cedimento.
Di fronte a lei c'era la britannica Katie Boulter, numero 60 del mondo, sostenuta da un pubblico di casa che sperava in un'esibizione di forza della propria beniamina, e invece la giovane azzurra ha firmato una prestazione maiuscola, imponendosi con un netto 6-4, 6-2 che profuma di futuro.
Al termine del match, nella sala conferenze numero 2 del club, gremita di cronisti provenienti da mezza Europa, la tennista italiana ha commentato a caldo un'esordio che resterà a lungo nei ricordi, raccontando la sua giornata perfetta senza nascondere l'emozione per un traguardo inseguito sin da quando, bambina, impugnava per la prima volta una racchetta, con il sogno di calcare i palcoscenici che contano.
La scelta azzurra e il tennis nel sangue
Non è un caso che Tyra Grant sia finita sotto i riflettori del tennis italiano, perché la sua storia affonda le radici in un ambiente dove lo sport è pane quotidiano. Figlia di Tyrone Grant, ex giocatore di basket che ha lasciato il segno nelle file dell'Olimpia Milano e della Virtus Bologna, e di Cinzia Giovinco, maestra di tennis che l'ha seguita passo dopo passo fin dai primi colpi, la diciottenne ha avuto un percorso di crescita atipico ma lineare.
Mentre il padre le trasmetteva l'atteggiamento vincente tipico del mondo del basket, è stata la madre a metterle una racchetta in mano e a seguirne lo sviluppo tecnico, tanto che oggi Cinzia Giovinco ricopre anche il ruolo di manager, curandone la carriera con la stessa dedizione con cui le insegnava i fondamentali sul campo. Questa doppia anima, fatta di potenza e tecnica, si è vista tutta nel match contro Boulter, dove la giovane ha saputo gestire la pressione di un debutto slam contro la numero uno di casa, trasformando l'ansia in una prestazione di straordinaria solidità.
L'analisi del match e il successo su Boulter
La partita è durata appena un'ora e sette minuti, un tempo che dà la misura della superiorità espressa da Grant sul campo in erba londinese, una superficie che tradizionalmente premia chi sa servire bene e attaccare con coraggio.
L'azzurra ha capitalizzato al meglio i numerosi doppi falli di una Boulter apparsa nervosa e fuori giri, ma sarebbe riduttivo attribuire la vittoria solo alle difficoltà dell'avversaria: il rovescio di Grant è stato chirurgico, il servizio efficace e la sua capacità di restare concentrata nei momenti chiave ha fatto la differenza, consentendole di chiudere il secondo set con un parziale che non ammette repliche.
Per la giovane romana, questa vittoria al primo turno del tabellone principale rappresenta il punto più alto di una carriera che sta decollando, e il fatto che sia arrivata dopo aver superato tre impegnativi turni di qualificazione rende l'impresa ancora più significativa, perché dimostra una continuità di rendimento che non è affatto scontata a 18 anni.
L'obiettivo dichiarato: Roma e i grandi Slam
Interrogata sul suo futuro e sugli obiettivi che si pone, Tyra Grant non ha usato giri di parole, rivelando una determinazione che va ben oltre la giovane età. Da tennista romana, il desiderio di giocare e magari vincere il torneo di casa, gli Internazionali d'Italia, è un sogno che porta nel cuore, ma la sua ambizione non si ferma ai confini nazionali, come ha lasciato intendere parlando apertamente di vittorie nei tornei dello Slam.
"Voglio Roma e tanti Slam", ha dichiarato, un'affermazione che suona quasi come una promessa, un manifesto di intenti per una carriera che ha già preso il volo e che ora, dopo il successo su Boulter, la proietta virtualmente al 138º posto del ranking WTA, una posizione che potrebbe migliorare ulteriormente già al prossimo turno. Al secondo turno, infatti, l'aspetta la ceca Marie Bouzkova, un'avversaria ostica ma alla portata, e Grant ha già dimostrato di non soffrire il palcoscenico, anzi, di saperci stare a proprio agio.
Il carattere da campionessa e il modello Serena Williams
C'è un aspetto che forse più di ogni altro colpisce, nell'analisi della giornata di Tyra Grant, ed è la sua maturità emotiva. La giovane ha confidato ai giornalisti di non aver sentito la pressione, di aver tenuto la partita sotto controllo nonostante il contesto e il valore dell'avversaria, un'indicazione preziosa sul suo temperamento che ricorda da vicino quello delle grandi campionesse.
Non a caso, quando le è stato chiesto di indicare un modello, ha citato Serena Williams, un'icona del tennis mondiale che ha fatto della forza fisica e mentale le sue armi migliori, e il parallelo, per quanto prematuro, non è affatto fuori luogo vista la determinazione con cui la romana ha disputato il suo primo match in uno Slam.
Il suo tennis è fatto di colpi potenti, di una presenza costante in campo e di una capacità di lettura delle situazioni che lascia ben sperare per il futuro, e se questa è solo la prima pagina di una lunga storia, allora il tennis italiano può davvero guardare con ottimismo alla nuova generazione che sta bussando alle porte del grande tennis.




