Juve nei guai, tutta colpa di Thiago Motta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cresce il malumore in casa Juventus e nel mondo bianconero per il pareggio beffa col Lecce, il decimo stagionale, contando anche la Champions. Un punto che sa di sconfitta, per come è maturato e al minuto in cui è arrivato, oltre al fatto che allontana la vetta di sei punti, non pochi a dicembre. Paolo Rossi, tramite X, ha commentato il momento che sta attraversando la Juventus: "Ieri un amico mi ha detto: 'Così si rischia di perdere entusiasmo'. Certo, pensavamo di essere più in alto. Ma nell'idea della rimonta si possono creare energie che oggi non ci sono. Si è in grado di accendersi prima o poi? Io penso di sì, Lecce-Juve non è la fine di tutto".

Criticare solo Thiago Motta non è giusto, è tirare al piccione proprio come Allegri. Da parte degli stessi che fino a ieri lo portavano in palmo di mano. L'ennesimo pareggio di questo inizio di gestione Thiago Motta porta a un interrogativo: è giusto criticare l'allenatore? La risposta sarebbe no. Condizionale d'obbligo, va detto, ma è chiaro che alla Juventus tocchi vincere quasi sempre, per censo, ma anche per stessa intenzione. Gli allenatori che hanno fatto la storia di questo club sono riusciti a vincere, a rendersi antipatici agli altri e non ai propri, cercando di essere aziendalista al massimo.

Attraverso un post sul proprio profilo X, il direttore di Telelombardia Fabio Ravezzani ha fatto il punto sul momento della Juventus: "Per valutare Motta bisognerà aspettare aprile. La Juve ha più possesso palla rispetto a prima e sembra meglio organizzata. Ma è troppo poco rispetto alle attese. E all’ultimo minuto è pura follia partire in quattro in contropiede lasciando scoperta la difesa".

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