Etna, nuova intensa attività esplosiva alla Voragine: tremore vulcanico in risalita e allerta arancione per i voli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una nuova e intensa fase eruttiva è in corso sull'Etna, con il cratere Voragine che torna a essere protagonista di un'attività esplosiva di notevole energia. I sistemi di monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e in particolare l'Osservatorio Etneo di Catania, hanno registrato un netto incremento dei parametri che indicano la pressione nei condotti magmatici, con il tremore vulcanico che, dopo avere oscillato tra valori medio-bassi, è ora in decisa e progressiva risalita, stabilizzandosi su valori molto elevati.

La situazione, che tiene naturalmente sotto osservazione gli esperti, si è delineata nel corso della giornata di Ferragosto, il 16 agosto, e sta continuando a evolvere, con le strumentazioni dell'INGV che rilevano senza soluzione di continuità l'energia sprigionata dal vulcano.

L'attività stromboliana e l'emissione di cenere

Le ultime rilevazioni confermano la ripresa di un'attività di tipo stromboliano proprio al cratere Voragine, un fenomeno che si accompagna a una forte intensificazione dell'emissione di cenere vulcanica, la quale, sospinta dai venti, si sta disperdendo nell'area circostante il vulcano. Non si tratta, tuttavia, soltanto di un'attività esplosiva concentrata in un unico punto, poiché anche dal cratere di Nord-Est si stanno registrando significative emissioni di materiale piroclastico, a testimonianza di una turbolenza generalizzata all'interno del sistema vulcanico.

Questa concomitanza di eventi, che alterna momenti di maggiore intensità ad altri di relativa calma, rende il quadro in continua evoluzione, richiedendo un monitoraggio costante e capillare da parte dei ricercatori che, dal loro osservatorio, tengono sotto controllo ogni minimo segnale proveniente dalla montagna.

L'allerta arancione per l'aviazione

In relazione a questa ripresa dell'attività esplosiva, il livello di allerta per l'aviazione, noto come Vona (Volcanic Observatory Notice for Aviation), è stato mantenuto al momento sul grado arancione. Si tratta di un colore che segnala una situazione di attenzione, sebbene non sia ancora scattato il livello più alto, il rosso, che comporterebbe la chiusura immediata dello spazio aereo.

Questa decisione, presa dall'INGV in coordinamento con le autorità preposte, arriva in un momento particolarmente delicato per lo scalo internazionale di Catania-Fontanarossa, che soltanto ieri, 16 agosto, aveva riaperto i battenti dopo un periodo di stop forzato durato nove giorni. In quei giorni di chiusura, dovuti a una precedente fase di attività del vulcano, erano stati cancellati oltre 700 voli, con inevitabili disagi per migliaia di passeggeri e pesanti ripercussioni sul turismo e sull'economia locale.

L'attenzione è ora massima, perché una nuova e prolungata emissione di cenere potrebbe, come già accaduto in passato, costringere nuovamente alla chiusura dello scalo etneo, costringendo i vettori a dirottare i voli su altri aeroporti siciliani o calabresi.

Il monitoraggio costante dell'INGV

Secondo quanto reso noto dall'Osservatorio Etneo, la situazione è in divenire: non si escludono ulteriori incrementi dell'ampiezza del tremore vulcanico, così come non si possono scartare scenari che potrebbero portare a una rapida evoluzione dell'attività esplosiva. Il personale dell'INGV, composto da vulcanologi e tecnici specializzati, prosegue senza sosta il lavoro di analisi dei dati sismici e delle immagini delle telecamere di sorveglianza, attività che consente di tracciare in tempo reale l'andamento del fenomeno.

I ricercatori sottolineano come la dinamica in atto sia complessa e caratterizzata da rapide oscillazioni dell'energia, il che rende particolarmente difficile una previsione a medio termine dell'evoluzione dell'eruzione. In questo contesto, la popolazione residente nell'area pedemontana non sembra, al momento, correre rischi immediati, ma la situazione viene seguita con la massima attenzione anche per quanto riguarda la qualità dell'aria, visto l'elevato quantitativo di cenere e lapilli che sta ricadendo sui centri abitati più prossimi al vulcano.

Le prospettive per i prossimi giorni

La riapertura dell'aeroporto di Catania, avvenuta solo nella giornata di ieri dopo oltre una settimana di paralisi, rende ancor più critica l'attuale fase eruttiva, che rischia di vanificare gli sforzi fatti per ripristinare la normalità dei collegamenti aerei. I tecnici dell'aeroportuale stanno lavorando a stretto contatto con i vulcanologi per valutare costantemente l'evoluzione della nube di cenere, la cui altezza e direzione sono condizionate dalle correnti atmosferiche.

Al momento, come detto, il livello di allerta rimane arancione, un colore che impone un'attenzione costante ma che non ha ancora innescato le procedure per la chiusura dello scalo. C'è da ricordare che la cenere vulcanica, oltre a costituire un pericolo per i motori degli aerei, può rendere viscido il manto stradale e creare problemi alla viabilità, oltre a depositarsi sui tetti e nei sistemi di drenaggio delle acque.

La macchina della protezione civile, a ogni modo, è pronta a intervenire se la situazione dovesse aggravarsi, mentre l'INGV continua a diffondere aggiornamenti periodici per tenere informata la popolazione e tutti gli attori coinvolti nella gestione dell'emergenza.

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