vivo X300 Ultra, la nuova sfida all’imaging parte dall’Europa: l’analisi del camera-phone che non teme confronti
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’attesa si è conclusa in questi giorni con il debutto ufficiale dei nuovi top di gamma, ma ciò che rende davvero rilevante il lancio non è solo la scheda tecnica, finora oggetto di numerose indiscrezioni. Il dato più significativo, e che segna una cesura rispetto alla strategia commerciale adottata in passato, riguarda la distribuzione: per la prima volta, la serie Ultra – e nello specifico il vivo X300 Ultra – varca i confini del mercato asiatico, con una conferma ufficiale che ne attesta l’arrivo anche in Italia e più in generale sul territorio europeo. Una scelta, questa, che l’azienda ha maturato dopo aver testato il terreno con modelli precedenti, i quali erano invece rimasti confinati al pubblico cinese. Si tratta, insomma, di un’apertura strategica che posiziona il nuovo arrivato come un vero contendente globale nel segmento dei camera-phone, laddove la concorrenza, rappresentata da marchi come Apple e Samsung, si gioca una fetta importante del mercato premium.
A caratterizzare il nuovo X300 Ultra è innanzitutto l’approccio ibrido al comparto fotografico, un settore dove vivo ha deciso di spingere ulteriormente l’acceleratore abbandonando gradualmente le soluzioni standardizzate. Il dispositivo, presentato in Cina insieme al più accessorio X300s e al nuovo tablet Pad 6 Pro, adotta una configurazione che i tecnici dell’azienda hanno ribattezzato “Zeiss Master Lens Group”. Il sistema si compone di tre obiettivi principali – un 14 mm ultragrandangolare, un 35 mm dedicato alla fotografia “umanistica” e un teleobiettivo da 85 mm – ai quali si aggiungono due sensori accessori, tra cui una lente multispettrale da 5 megapixel studiata per ottimizzare la resa cromatica. La vera particolarità, però, risiede nei dettagli costruttivi: il sensore principale da 200 megapixel (Sony LYT-901) e il teleobiettivo da 200 megapixel (Samsung ISOCELL HP0) sono entrambi stabilizzati, con il secondo che beneficia di un sistema a gimbal micro-innestato capace di garantire una correzione dell’angolo fino a 3°, un valore che secondo le certificazioni CIPA posiziona questo modello ai vertici della categoria per quanto riguarda la riduzione del mosso.
A completare l’offerta, e a dare sostanza alla definizione di “V单” (V-SLR) con cui il brand ha battezzato il prodotto, ci pensano gli accessori opzionali. Durante il lancio, sono stati presentati due teleconvertitori esterni che si agganciano magneticamente al del telefono: il primo, soprannominato “Lipstick 200” per la sua forma compatta simile a un rossetto, porta la focale a 200 mm; il secondo, ribattezzato “Big Gun 400”, raggiunge i 400 mm grazie a una struttura ottica Kepler composta da 15 lenti in vetro suddivise in due gruppi, consentendo così uno zoom ottico effettivo di 17,4 volte e la possibilità di arrivare a uno zoom digitale fino a 1.600 mm. Un pacchetto, questo, che trasforma lo smartphone in uno strumento ibrido capace di soddisfare le esigenze dei creator più esigenti, senza però rinunciare alla portabilità.
Sotto il profilo puramente tecnico, l’X300 Ultra si distingue anche per la scelta del processore, un elemento che differenzia l’ammiraglia dal resto della famiglia X300. Se il modello “s” (X300s) mantiene una soluzione MediaTek, l’Ultra adotta il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5, una piattaforma costruita a 3 nm che non solo garantisce prestazioni elevate in termini di calcolo ma gestisce in modo specifico l’elaborazione delle immagini e del segnale video. La batteria, da parte sua, tocca i 6.600 mAh nella versione standard, con una variante “Satellite Communication” che arriva a 7.000 mAh, supportando la ricarica rapida cablata a 100 watt e quella wireless a 40 watt. Il display, un LTPO AMOLED da 6,82 pollici con risoluzione 2K e frequenza di aggiornamento a 144 Hz, integra per la prima volta una calibrazione cromatica curata direttamente da Zeiss, un dettaglio non secondario per chi utilizza lo smartphone non solo per scattare, ma anche per monitorare il prodotto finale.
Per quanto riguarda il comparto video, e qui si tocca uno dei punti di forza dichiarati dal produttore, l’X300 Ultra supporta la registrazione in 4K a 120 fotogrammi al secondo in formato 10-bit Log su tutte le focali, mantenendo la compatibilità con il flusso di lavoro ACES e permettendo l’applicazione in tempo reale di LUT personalizzate. Non manca la possibilità di registrare in Dolby Vision, mentre il sistema audio si affida a quattro microfoni con sei modalità di acquisizione selettiva, pensate per isolare la fonte sonora principale dai rumori di disturbo durante le riprese in condizioni dinamiche. A impreziosire il tutto, il modulo di stabilizzazione meccanica è stato applicato su tutti e tre i sensori posteriori, con l’obiettivo di garantire una transizione fluida tra un obiettivo e l’altro senza bruschi cambi di campo visivo.




