Darderi, finale a Bastad dopo una maratona: “Stanco, ma ce l’ho fatta”
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Redazione Sport
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La stanchezza, quella vera, quella che ti si attacca alle ossa dopo quasi tre ore di battaglia sulla terra rossa, Luciano Darderi se l'è portata dietro fino all'ultimo punto. Il 24enne italo-argentino, numero 18 del mondo e campione in carica al Nordea Open di Bastad, ha sudato sette camicie per avere la meglio sul paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, classificato al 71esimo posto del ranking Atp, in una semifinale che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso per quasi tre ore.
Il punteggio finale, 6-4, 6-7(11), 6-3, racconta solo in parte l'equilibrio di un match che poteva prendere pieghe diverse in più di un'occasione, specialmente nel secondo set, dove Darderi ha dovuto annullare e gestire momenti di grande pressione per non cedere il passo a un avversario che non gli ha concesso nulla.
La battaglia contro Vallejo e il secondo set infinito
Il primo set era sembrato un preludio tranquillo per la seconda testa di serie, capace di strappare il servizio a Vallejo nel momento cruciale e di chiudere sul 6-4 senza particolari affanni. Ma il tennis, si sa, è uno sport di equilibri sottili, e il paraguaiano, reduce dalla bella vittoria su Travaglia nel turno precedente, non aveva alcuna intenzione di fare da comparsa. Il secondo parziale si è trasformato in una vera e propria prova di nervi, con entrambi i giocatori che hanno mantenuto il proprio turno di battuta fino al fatidico 6-6, senza concedere palle break decisive.
Al tie-break, la tensione è salita alle stelle: Darderi ha avuto a disposizione un match point sul 6-5, ma Vallejo ha avuto il sangue freddo per annullarlo e per strappare il set con il punteggio di 11-9, approfittando di un calo di concentrazione dell'italo-argentino che ha dovuto incassare il colpo e ricominciare da capo. Un passaggio a vuoto che poteva costare caro, ma che Darderi ha saputo metabolizzare con la maturità di chi, ormai, ha imparato a gestire le sfide che contano.
La reazione nel terzo set e il dato sulla terra battuta
Nel parziale decisivo, l'approccio è stato completamente diverso. Darderi ha alzato il livello del suo tennis, spingendo con maggiore profondità da fondo campo e cercando di non lasciare respiro a un avversario che, dal canto suo, aveva speso molte energie per rimontare e portare il match al terzo set. Il break decisivo è arrivato nel quinto gioco, quando il paraguaiano ha commesso alcuni errori non forzati che hanno permesso al tennista di casa adottiva di allungare e gestire il vantaggio fino al 6-3 finale.
Con questa vittoria, la ventesima stagionale sulla terra battuta, Darderi raggiunge un traguardo che condivide con un nome pesante del circuito come Alexander Zverev, campione del Roland Garros, a testimonianza di una costanza e di un rendimento su questa superficie che lo stanno proiettando tra i migliori interpreti del circuito. Un dato che non passa inosservato, considerando il livello di competitività che si respira nei tornei sulla polvere di mattoni.
La finale e le parole del dopo partita
L'accesso alla finale, la settima della sua carriera, rappresenta per Darderi un'occasione preziosa per difendere il titolo conquistato lo scorso anno e per consolidare una posizione di prestigio nel ranking che lo vede stabilmente tra i primi venti giocatori del mondo. Al termine del match, il 24enne non ha nascosto la fatica accumulata, sottolineando come le condizioni di gioco e la pressione abbiano reso l'incontro particolarmente gravoso dal punto di vista fisico e mentale.
Le sue dichiarazioni, rilasciate a caldo sul campo, hanno messo in luce lo sforzo immane per aver chiuso la pratica contro un avversario ostico come Vallejo, capace di metterlo in difficoltà come pochi in questo torneo. L'appuntamento è ora per l'ultimo atto del Nordea Open, dove Darderi cercherà di regalarsi un'altra gioia importante e di scrivere un'altra pagina significativa della sua carriera, forte dell'esperienza accumulata in queste settimane e della consapevolezza dei propri mezzi.




