Cobolli si fa male ma vince: rimonta e carattere al primo turno di Madrid

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La terra rossa della Caja Magica, nonostante le lamentele di qualche giocatore per una superficie ritenuta troppo insidiosa, quasi viscida come il ghiaccio, ha sorriso a Flavio Cobolli nel suo esordio al Madrid Open. Il tennista romano, attuale numero 13 del ranking Atp e reduce dalla finale di Monaco di Baviera, ha dovuto sudare sette camicie per avere la meglio sull’argentino Camilo Ugo Carabelli, chiuso al numero 57 del mondo. Il punteggio finale di 6-7, 6-1, 6-4 racconta una partita sporca, spezzata, che ha messo a nudo la differenza di caratura tra i due quando il match è entrato nel vivo.

La rimonta dopo il nervosismo iniziale

Il primo set è stato un vero e proprio rompicapo per Cobolli. Carabelli, forte di un rovescio tagliato che sembrava impazzire sulla superficie spagnola, ha tenuto testa all’azzurro, portandolo al tie-break. I dettagli, come spesso accade in questi frangenti, hanno fatto la differenza: l’argentino ha avuto la meglio chiudendo il parziale per 9-7 dopo un’ora esatta di gioco, un contraccolpo psicologico non da poco per chi ambiva a una partenza più tranquilla. Il secondo set, tuttavia, ha rappresentato una sorta di spartiacque netto.

Con il match che sembrava potersi complicare, Cobolli ha alzato il livello del proprio tennis in maniera quasi brutale. Ha iniziato a gestire meglio le traiettorie del dritto, ha smesso di forzare i tempi e ha concesso solo scampoli di partita al rivale, chiudendo la seconda frazione con un secco 6-1 che lasciava presagire la resa dell’argentino.

La gestione del terzo set e la reazione solitaria

L’ultimo parziale, durato 56 minuti, è stato una sorta di test di maturità per il romano. Nonostante un accenno di rimonta psicologica da parte di Carabelli, che cercava di riaprire i giochi sfruttando l’inerzia, Cobolli ha trovato il break decisivo nel momento più opportuno. Ha saputo soffrire, ha tenuto battuta quando serviva e ha chiuso l’incontro in due ore e mezza di battaglia. È una vittoria, quella di Flavio, che profuma di rivalsa personale più che di semplice qualificazione al turno successivo.

Poco prima, un altro italiano aveva già messo la firma sul proprio passaggio del turno: Luciano Darderi ha impiegato solo un’ora e 16 minuti per sbarazzarsi di Juan Manuel Cerundolo con un doppio 6-1 e 6-3, dimostrando una solidità che gli mancava nei recenti Masters 1000. Ora, nel tabellone, si profila una possibilità concreta per entrambi.

Un tabellone che si apre e un avversario sorprendente

Il prossimo avversario di Cobolli, infatti, non sarà la testa di serie numero 17 come pronosticato, bensì il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, l’autentico mattatore di questi primi giorni madrileni. Vallejo, classe 2004, ha già fatto fuori il bulgaro Grigor Dimitrov nel turno precedente e ha confermato il suo ottimo stato di forma eliminando lo statunitense Learner Tien con un perentorio 6-4, 6-3. Per Cobolli, che si trova nella parte sinistra del tabellone, l’assenza di una testa di serie al terzo turno rappresenta un’opportunità d’oro, sebbene la sorpresa Vallejo, qualificato e senza pressioni, rappresenti un insidia tutt’altro che banale.

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