Cobolli trema poi rimonta, avanti agli ottavi. Darderi e Zverev passano il turno
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Redazione Sport
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Il Masters 1000 di Madrid regala sempre spettacolo e, nella giornata di ieri, a offrirlo ci ha pensato soprattutto Flavio Cobolli. Il tennista romano, reduce dalla finale persa all’ATP 500 di Monaco, ha esordito sulla terra rossa della Caja Magica con una vittoria in rimonta contro l’argentino Camilo Ugo Carabelli, regalando agli spettatori un match dai due volti, anzi tre, durato poco meno di due ore e mezza. Il punteggio finale – 6-7(7), 6-1, 6-4 – racconta una storia di resilienza, quella che il nostro portacolori ha dovuto mettere in campo dopo un avvio davvero complicato.
Nel primo parziale, infatti, Cobolli è apparso teso e poco lucido: 27 errori non forzati in un singolo set sono un’eredità pesante da smaltire, soprattutto quando, dall’altra parte della rete, trovi un giocatore solido come Carabelli, numero 57 del ranking. L’azzurro ha avuto occasioni per chiudere, ma ha ceduto al tie-break per 9 punti a 7 dopo aver annullato due set point nel corso del decimo game. La frustrazione era palpabile, con frequenti dialoghi a voce alta rivolti al suo angolo, quasi a cercare quella scintilla che non arrivava mai. Il problema principale, oltre alla sterilità in risposta, sembrava essere una superficie che il romano ha addirittura paragonato a “giocare a hockey sul ghiaccio” per la sua scarsa consistenza, un disagio tecnico che ha condizionato gli appoggi e le accelerazioni.
Ma è proprio lì che si è vista la differenza, quella che separa un buon giocatore da una testa di serie. Nel secondo set, Cobolli ha cambiato marcia in modo netto: meno furia e più geometria. La svolta è arrivata nel quarto game, con un break liberatorio che ha spalancato le porte al 6-1 in soli 30 minuti. Una volta trovato il ritmo giusto, la musica è cambiata completamente per l’italiano, che ha ripreso a servire con percentuali più alte e a variare il gioco, impedendo all’argentino di restare agganciato ai propri turni di battuta. Qualche brivido è tornato nel terzo set, quando Cobolli ha sprecato due match point consecutivi. Stavolta, però, la gestione del nervosismo è stata esemplare: si è portato avanti 3-2 con un break nel quinto game, ha retto l’urto nei momenti di pressione e ha chiuso i conti con una smorzata di rovescio di pregevole fattura, spegnendo le residue speranze del sudamericano.
Gli altri risultati e il quadro degli ottavi
Il tabellone maschile della capitale spagnola ha visto avanzare anche altri big, in una giornata dedicata al secondo turno della parte bassa del tabellone. Alexander Zverev, nonostante la sconfitta nel secondo set contro Mariano Navone, ha dimostrato una solida tenuta atletica imponendosi alla distanza, confermando le sue ambizioni su una superficie che gli ha regalato gioie in passato. Accanto a lui, Luciano Darderi ha firmato l’esordio più netto tra gli azzurri: un netto 6-1, 6-3 ai danni di Juan Manuel Cerundolo, in una partita dominata dall’inizio alla fine. Curiosamente, il destino del sorteggio gli metterà ora di fronte a Francisco Cerundolo, fratello maggiore della sua vittima odierna, in un derby argentino-italiano che promette scintille.
Per Cobolli, invece, il cammino verso la Caja Magica incrocia ora la rivelazione del torneo, il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, che è riuscito nell’impresa di eliminare lo statunitense Learner Tien. Vallejo, che arriva dalle qualificazioni, rappresenta a tutti gli effetti una minaccia sconosciuta per il tennista romano. Dopo la finale persa in Germania, coltivare ambizioni profonde su questa superficie è lecito, ma la priorità immediata sarà quella di evitare i cali di tensione visti all’esordio: contro un avversario che non ha nulla da perdere, salire in cattedra sin dai primi scambi è l’unico modo per controllare il gioco e proseguire la corsa in uno dei tornei più prestigiosi del circuito.




