Sofia Goggia salta Soelden: «Dolori invalidanti, scoordinata sugli sci»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sofia Goggia non sarà al cancelletto di partenza dello slalom gigante di Soelden, in programma il 24 ottobre. La campionessa azzurra ha annunciato il forfait durante il media day della Federazione Italiana Sport Invernali a Milano, spiegando di non aver ancora recuperato dall'infezione virale contratta durante il raduno estivo a Ushuaia, in Argentina.

Una decisione obbligata, che arriva dopo settimane segnate da sintomi che la sciatrice stessa ha definito «invalidanti» e che hanno colpito il sistema nervoso, lasciandola in uno stato di stanchezza profonda e con una coordinazione compromessa anche sugli sci.

I sintomi e il racconto della campionessa

«Sto meglio, il trend è positivo», ha dichiarato Goggia ai giornalisti presenti, cercando di trasmettere un messaggio di cauta fiducia. «Sono ancora stanca, mi è mancata una parte di preparazione importante e devo puntare tutto sul training in America». Il racconto dei giorni peggiori è però tutt'altro che rassicurante: «Mai avrei pensato di prendere un'infezione virale che mi fermasse in questo modo. Il fatto è che è stata molto particolare perché mi ha dato tanti sintomi a livello neurologico, tanti tremori, difficoltà nella parola una volta tornata, mi sentivo molto rallentata nel camminare, come se fossi proprio lenta, scoordinata anche gli ultimi due giorni sugli sci e poi questi dolori a livello articolare inenarrabili che mi attanagliavano anche di notte». Un quadro clinico che ha spaventato la stessa atleta, più per l'incapacità di compiere gesti quotidiani come scendere le scale che per i tremori in sé, come lei stessa ha precisato.

La difficoltà nel parlare, con parole che «non venivano in mente» e la necessità di scandire ogni termine, ha rappresentato un ulteriore campanello d'allarme per un'atleta abituata a controllare ogni dettaglio della propria preparazione.

Un virus diverso dagli infortuni: il sistema nervoso al centro

La particolarità di questa situazione risiede proprio nella sua natura. Goggia ha costruito gran parte della sua carriera sulla capacità di accorciare i tempi di recupero dagli infortuni, forzando i ritmi biologici con quella forza di volontà che l'ha resa celebre. Ma stavolta il copione è diverso. «Ho abituato tutti a grandi riprese? Sì, è vero. Però sempre da infortuni o cose che avevano a che fare con il corpo, quindi infortuni a livello meccanico, con tempi biologici che si possono forzare con la forza di volontà», ha spiegato. «Stavolta è una cosa un po' diversa».

Il riferimento è al coinvolgimento del sistema nervoso, che rende il recupero meno prevedibile e, soprattutto, non negoziabile con la determinazione. Non a caso, la sciatrice bergamasca ha ribadito che il suo obiettivo primario non è agonistico: «Devo tornare a stare bene come persona, a livello nervoso soprattutto, e recuperare la lucidità solita per poter sciare». Una priorità che mette temporaneamente in secondo piano qualsiasi calendario di rientro.

Nessuna data per il ritorno e il peso della preparazione mancata

Al momento non esiste una tempistica definita per il rientro agonistico. Goggia ha spiegato di non essersi data obiettivi per questa stagione, consapevole che il percorso di recupero dovrà seguire i tempi del corpo e non quelli delle gare. La preparazione estiva, d'altronde, è stata pesantemente condizionata dall'infezione: dopo una prima settimana a Ushuaia in cui aveva sciato bene, i sintomi l'hanno costretta a interrompere il raduno e a rientrare anticipatamente in Italia.

«Mi è mancata una parte di preparazione importante», ha ammesso, indicando nel training in America il prossimo passo obbligato per provare a ricostruire una condizione accettabile. Il quadro clinico descritto da Goggia presenta affinità con alcune manifestazioni neurologiche che possono accompagnare determinate infezioni virali trasmesse da vettori, caratterizzate da dolori articolari persistenti e, in alcuni casi, da coinvolgimenti del sistema nervoso periferico.

La letteratura medica documenta che sintomi come tremori, difficoltà nella parola e nel movimento possono manifestarsi in seguito a infezioni virali che colpiscono il sistema nervoso, rendendo il recupero più lento e meno lineare rispetto a un trauma muscolo-scheletrico.

La stagione che parte senza di lei

Il gigante di Soelden, in Austria, inaugura la Coppa del mondo di sci alpino femminile 2026-2027, giunta alla sua 61esima edizione. Un appuntamento che Goggia salterà, come già accaduto in passato in occasioni analoghe, ma che stavolta assume un significato differente: non si tratta di un infortunio da smaltire con una tabella di marcia precisa, bensì di un recupero dalle dinamiche ancora incerte.

La bergamasca, che ha compiuto 33 anni e che nel corso della carriera ha collezionato tre medaglie olimpiche, quattro Coppe del Mondo di discesa e numerosi podi in Coppa, si trova dunque a gestire una situazione inedita, nella quale la forza di volontà non basta e la priorità è tornare a sentirsi lucida e coordinata. Il calendario prevede poi tappe a Levi, Gurgl, Killington e via dicendo, fino alle Finals di Sun Valley in programma a marzo 2027, ma per ora l'unica certezza è che Soelden si correrà senza di lei.

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