Coniugi mummificati a Verona: sciacalli sfondano il cancello della villa
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Redazione Interno
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La vicenda dei coniugi Steffenoni, trovati mummificati nella loro abitazione sulle colline di Montericco, al confine tra Verona e Negrar, si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo. Nella notte tra martedì e mercoledì, ignoti hanno fatto irruzione nella villa, sfondando il cancello e rompendo i sigilli apposti dopo il ritrovamento dei corpi. Un’auto sospetta, parcheggiata fuori dalla proprietà, è stata sequestrata dagli investigatori, mentre i segni del passaggio di una o più persone sono stati rinvenuti all’interno dell’abitazione.
Marco Steffenoni, 75 anni, ex dentista, e sua moglie Maria Teresa Nizzola, 76, erano morti da mesi quando, il 15 marzo, alcuni ragazzi si sono introdotti nella villa e hanno scoperto i loro corpi in stato di mummificazione. La coppia, che viveva in solitudine in una zona isolata e collinare, era scomparsa da tempo, ma la loro assenza non aveva destato sospetti immediati. La dinamica della morte, ancora oggetto di indagine, sembra riconducibile a cause naturali, sebbene il caso abbia richiamato alla memoria storie analoghe, come quella dell’attore Gene Hackman e della moglie Betsy Arakawa.
L’irruzione degli ultimi giorni, tuttavia, ha riacceso i riflettori sulla vicenda. I malintenzionati, forse ignari della presenza dei cadaveri, potrebbero aver tentato di svaligiare la proprietà, approfittando dell’isolamento della zona. L’auto abbandonata, ora al centro delle analisi della polizia, potrebbe fornire indizi utili per identificare i responsabili.
Intanto, la pratica dell’esplorazione urbana, o urbex, torna sotto i riflettori grazie alla testimonianza di Matteo Montaperto, attore e fotografo veronese, vicepresidente di Ascosi Lasciti, gruppo riconosciuto come associazione culturale nel 2020. «I luoghi abbandonati», spiega Montaperto, «hanno un’atmosfera unica, che ci trasporta indietro nel tempo. Ogni dettaglio racconta una storia, e il nostro compito è preservarla prima che scompaia per sempre».




